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Violenza donne: Rosolen, attivati 44 progetti per contrastare fenomeno

Femminicidio &, Violenza

UDINE –  “L’impegno che la Regione pone nella difesa
delle donne è capillare e articolato in tutto il territorio.
Ricordarlo a ridosso di una data che è scandita tragicamente da
fatti sempre molto gravi è un obbligo educativo, ma la nostra
azione si esplica tutto l’anno”.

Così l’assessore a Pari opportunità e Famiglia del Friuli Venezia
Giulia, Alessia Rosolen, ha presentato oggi a Udine le iniziative
e le misure che l’Amministrazione regionale ha attivato a difesa
delle donne, in occasione dell’imminente Giornata internazionale
contro la violenza sulle donne (25 novembre), assieme alla
presidente della Commissione regionale Pari opportunità, Dusy
Marcolin, e al consigliere regionale Maddalena Spagnolo, oltre
alle rappresentanti di sei Comuni tra quelli che hanno ricevuto
finanziamenti regionali per progetti antiviolenza.

“La Regione mette in campo iniziative concrete – ha spiegato
Rosolen – volte soprattutto a garantire alle donne il loro
percorso di emancipazione, la loro vita lavorativa, la loro vita
famigliare, i loro percorsi di conciliazione e la loro
partecipazione attiva a tutti gli eventi della società”.

“Lo fa – ha aggiunto l’assessore – con i Comuni che a livello
regionale hanno ottenuto il finanziamento per le loro iniziative
e con le associazioni che operano sul territorio, in un sistema
che vede sicuramente la famiglia al centro della nostra comunità,
ma con un’attenzione alla parte più debole di essa che, in troppi
momenti, è rappresentata dalle donne e dai minori che assistono a
questi episodi di violenza”.

Nell’ambito delle iniziative specifiche antiviolenza, la Regione
ha finanziato 44 progetti presentati da altrettanti Comuni di
tutta la regione, per un totale di circa 135mila euro. La Regione
ha voluto implementare le risorse già stanziate per coprire
interamente tutta la graduatoria dei progetti ammessi.

“L’impegno della Regione – ha commentato ancora Rosolen – non si
riduce a un giorno o a un periodo dell’anno e, oltre a
contrastare la violenza tra le mura domestiche, si occupa anche
quella che si consuma nei luoghi di lavoro”.

In Friuli Venezia Giulia sono attivi 3 punti di ascolto contro il
mobbing, centri accreditati e finanziati dalla Regione, per la
prevenzione e sostegno nei confronti dei lavoratori, ai quali si
rivolgono principalmente (65% dell’utenza) donne vittime di
molestie e comportamenti discriminatori nei luoghi di lavoro.

Emancipazione e autonomia economica sono elementi portanti della
autodeterminazione delle donne. Questa consapevolezza ha portato
la Regione ad avviare un bando pubblico per iniziative volte a
sostenere il lavoro delle donne: è di questi giorni la
pubblicazione della graduatoria finale che vede finanziati 14
progetti per un totale di 180mila euro.

Un altro asse riguarda l’impiego di fondi europei Fse, con i
quali è stato attivato un corso di formazione sulla violenza di
genere rivolto agli operatori pubblici e privati della regione
coinvolti in percorsi a supporto delle donne vittime di qualsiasi
forma di violenza e abuso.

“Nel 2020 – ha evidenziato l’assessore regionale – proporremo
altri interventi rivolti anche alle scuole e ai docenti con
l’obiettivo di favorire l’emersione di casi di violenza in
famiglia e per trovare soluzioni attraverso la collaborazione con
gli organi di polizia, i servizi sociali e le associazioni del
territorio di riferimento”.

Nel 2018, in Italia, le vittime di femminicidio hanno raggiunto
il valore più alto mai censito nel Paese, il 40,3% contro il
35,6% nel 2017. A crescere sono soprattutto i femminicidi
commessi in ambito familiare, dove si consuma l’85,1% degli
eventi. Secondo l’Istat quasi 3,7 milioni di donne hanno
interrotto una relazione in cui subivano almeno un tipo di
violenza fisica, sessuale o psicologica, di queste 1 milione
separate o divorziate. Più di 2 milioni sono state vittime di
violenza fisica o sessuale, tra le quali più di 600mila separate
oppure divorziate. Le donne separate o divorziate risultano
essere un segmento particolarmente a rischio di violenza da parte
dell’ex partner: il 36,6%, infatti, è stata vittima di violenza
fisica o sessuale da parte del coniuge o convivente da cui si
sono separate, contro una media del 18,9%.


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