fbpx

“La pelle in cui abito” di kader Diabate e Giancarlo Visitilli nella recensione di Evelyn Zappimbulso

Oltre Tevere

Il viaggio salato nell’anima umana di un corpo universale “per ritrovare quella parte di me per cui vale la pena andare”. Una ricerca continua, sete e fame di conoscenza. “Quando leggo e studio mi brucia la pancia”, così l’io narrante Kader, protagonista primo del romanzo “La pelle in cui abito” di Giancarlo Visitilli (editori Laterza) si esprime quando lamenta il senso di vuoto e smarrimento che proviene da pagine di storia che non sono oggetto di studio da parte delle popolazioni africane. Kader è un adolescente della Costa d’Avorio che compie il suo viaggio armato d’amore e libri verso il deserto, il mare e tanta terra mista a sabbia, suoni, odori e rumori. L’approdo in Calabria, in Puglia, in un’Italia che accoglie e cura al suono magico della parola “benvenuti”. Kader un giorno vorrebbe restituire all’Italia ciò che gli ha dato, fa questa promessa al lettore, che segue con lui un itinerario fisico, di dolore, di un “cristo qualsiasi” che grida dignità per tutti con l’audacia folle di un ragazzino di 16 anni in fuga da un non luogo verso la libertà. Un camminino di conquista e purificazione, senza mai voltarsi, per amore della propria terra, per rispetto alle radici, nel solco dei grandi come Mandela, come Gandhi, come tanti altri uomini e soprattutto donne, rimaste però grandi assenti sui libri. Il veicolo vincente e sicuro della cultura, l’unica che ridimensiona tutti, livella ognuno, sagoma chiunque. Il valore di una casa che accoglie, di una famiglia che copre e protegge, di un amore molla che eleva verso il bene, di un padre cauto ed una madre “miglior arbitro della mia vita”. Un romanzo saggio, una narrazione vera, di senso e pulita, cui ognuno dovrebbe affidare la propria coscienza, per non naufragare nello stagno dello scontato. Abbiamo diritti e libertà e la scuola, fucina di menti in evoluzione e quindi forti, gratis per tutti in Italia. Non dimentichiamo mai “La nostra cultura è pazzesca”, Kader ha ragione.

Il libro verrà presentato il 28 novembre, alle 18, nella libreria Mandese di via Liguria in Taranto.

Evelyn Zappimbulso


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE