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Il nostro progetto per la tutela degli italiani all’estero ‘Upsim’

Emigrazione

Il nostro progetto per la tutela degli italiani all’estero. La costituzione di Ufficio per le Politiche Sociali degli Italiani nel Mondo (UPSIM)  

Ci sono realtà che richiedono tempo per essere modificate. Ce ne sono altre che non sono mai state considerate come dovrebbero. In un’ottica innovatrice, torniamo a prospettare un Ufficio per le Politiche Sociali degli Italiani nel Mondo (UPSIM). Organismo che dovrebbe far capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con uffici attivi nelle nostre sedi consolari.

A chiedere l’istituzione di questo nuovo organismo e Antonio Peragine, presidente dell’ Associazione Nazionale Italiani nel Mondo, ANIM APS. E’ noto che il Dr.Antonio Peragine, da decenni si batte per la tutela  quella ’vera’ per gli italiani all’estero ed in modo particolare del Sud America.

 Lo scopo, principale, dell’UPSIM dovrebbe essere lo studio e le proposte operative di pertinenza della nostra Comunità all’estero. In sintesi, dovrebbe trattarsi di una struttura capace di qualificare gli interventi che schematizziamo i tre punti nodali:

 informazione, consulenza e assistenza dei Connazionali sia nei Paesi ospiti, che in Patria. 

L’informazione resterebbe l’obiettivo fondamentale; tramite internet ,stampa d’emigrazione e Associazioni. L’operatività in loco, altro polo importante del sistema, farebbe capo ai Com.It.Es. (ricostituiti nelle loro finalità e nel numero sul territorio di pertinenza). L’UPSIM potrebbe, in seguito, contribuire a migliorare il meccanismo delle Anagrafi Consolari e, di conseguenza, dell’AIRE.

 L’Ufficio per le Politiche Sociali sarebbe anche piattaforma per ridimensionare gli contrasti generazionali. L’UPSIM, unito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrebbe essere composto da solo eletti dai Com.It.Es.

Il nostro progetto, che non è nuovo, intende figurare il primo passo per comprovare, ai milioni d’italiani lontani dalla Penisola, che l’Italia, sotto il profilo normativo, esiste anche per loro. Ben oltre gli impegni elettorali del passato che non sono mai approdati a provvedimenti specifici per la sudditanza politica dei parlamentari, eletti nella Circoscrizione Estero, ai partiti nazionali d’appartenenza.

 

Solo al tramonto del 1989, era varato il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), con Legge 1989/368. Cioè l’Organismo di consulenza col Potere Legislativo ed Esecutivo per i problemi che interessano anche i Connazionali all’estero.

I Membri del CGIE sono scelti dai “Grandi Elettori” Com.It.Es.  Che sono, a loro volta, eletti dai Connazionali residenti nelle correlate circoscrizioni consolari (con almeno 3000 italiani residenti). Quando il numero è inferiore, i rappresentati sono nominati direttamente dall’Autorità consolare. Per effetto del disposto di cui alla Legge 286/2003, i Com.It.Es. sono, pertanto, organi di rappresentanza nei rapporti dei Connazionali all’estero con le nostre Autorità Consolari. Fatto che, se ben impiegato, non sarebbe poca cosa.

Evidenziata quest’a premessa, la rappresentatività dei Connazionali all’estero non è stata, in effetti, mai aggiornata. Neppure su proposta dei Parlamentari eletti nella Circoscrizione estera. Perché facente parte di partiti nazionali dei quali hanno da rispettare i programmi. Con questi presupposti, torniamo a proporre il progetto UPSIM (Ufficio per le Politiche Sociali degli Italiani nel Mondo).

Con una nuova sinergia tra UPSIM e Presidenza del Consiglio si potrebbero includere quei problemi che i parlamentari eletti all’estero non sono in grado d’evidenziare proprio perché al di fuori delle linee di programma dei partiti nazionali dei quali fanno parte.

Una riflessione da parte dei Lettori sarebbe gradita; come gli eventuali consigli.

Antonio Peragine

presidenteanim@gmail.com


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