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La Bohème ossia  il fascino immutato di Giacomo Puccini

Puglia

Alla fine dell’ottocento il movimento dei bohémienne, termine che indicava lo stile di vita praticato dagli artisti di Parigi , era molto diffuso, e non a caso nel 1896, ispirò l’opera La bohème” di Giacomo Puccini: una delle opere liriche più  rappresentate in questi anni.

La magia si è ripetuta in questa edizione curata come regia, scene e costumi da Hugo De Ana che  ha riempito all’inverosimile  il palcoscenico di bambini, e figure fantasiose, con  clown,  giocolieri e personaggi scaturiti dalla fantasia: un caos allegro e coloratissimo che ha reso unica  e gradevolissima questa rappresentazione.

L’ultima opera della stagione ma solo in ordine di tempo perché l’entusiasmo e la partecipazione sono immutati con applausi a scena aperta del “solito” folto pubblico di appassionati e innamorati del bel canto.

Dal podio convince pienamente la direzione di Giampaolo Bisanti,  il direttore musicale del Petruzzelli, ritenuto con ragione  una delle migliori bacchette italiane della sua generazione capace di ottenere il massimo  dalla sua orchestra: tecnica, competenza e  passione   interpretativa, specialmente nel finale.

Per il resto la storia dell’amore tra Mimì e Rodolfo si sviluppa secondo il rituale classico: l’amicizia tra gli artisti squattrinati, l’incontro casuale e l’amore, la difficile vita nelle soffitte di Parigi fredde ma con il panorama sui tetti della Ville Lumiere, la malattia e, infine, la morte di Lucia detta Mimì. Interpreti vocalmente credibili ed ineccepibili

Grandi consensi ed applausi da parte del pubblico  che potrà assistere alle rappresentazioni fino al 29 dicembre.

Nunzia Bernardin


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