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Il nodo delle concessioni autostradali agita ancora il governo

Restano opposte le posizioni di Italia viva e M5s. Il Pd invece “chiede responsabilità”. Ma non è l’unico tema a smuovere le acque in cui naviga la maggioranza

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SILVIA LORE / NURPHOTO 

 Autostrade per l’Italia

Per il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, rimane l’obiettivo minimo “di togliere le concessioni a Benetton che non ha fatto manutenzione, aggiungendo che si tratta “non della linea di M5s, ma di quella del governo”. Italia Viva continua, invece, a dirsi contraria ad una revoca in corso d’opera perché metterebbe a repentaglio migliaia di posti di lavoro senza considerare l’impatto sugli investimenti e sulla crescita”.

Chiede responsabilità, invece, il Pd: “Ci sono forze politiche della maggioranza che puntano più alla propria visibilità che a valorizzare ciò che stiamo facendo insieme al governo e questo non va bene”, spiega il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo dem al senato. “Il tema – ha sottolineato – non vale solo per la manovra, ma anche per le concessioni. Nel decreto milleproroghe non c’è alcuna revoca delle concessioni di Autostrade per l’Italia, ma vengono stabiliti due principi: si blocca l’aumento dei pedaggi a totale discrezione dei concessionari e si contesta la decisione presa durante il governo Berlusconi secondo la quale Autostrade per l’Italia ha diritto ad un indennizzo totale anche in caso di revoca. Noi diciamo che devono valere gli stessi principi per tutti i concessionari. Poi ci sono due revoche effettuate in accordo con i concessionari”.

Cosa dice la Corte dei Conti

Intanto, Atlantia è crollata in chiusura di Borsa del 23 dicembre segnando -4,85%. Ieri anche la Corte dei Conti, con una relazione di 200 pagine, ha demolito il sistema delle concessioni. Si invita a “trovare un equilibrio tra profitto e interesse pubblico”. Si sottolinea anche come “la diminuzione degli investimenti” nella rete autostradale “è risultata costante” nel tempo. Le concessionarie, conclude la Corte dei Conti, hanno goduto di rendimenti ingiustificati potendo permettersi “investimenti sottodimensionati ed extraprofitti” grazie a un sistema regolatorio inadeguato. Il settore soffre di “mancata apertura al mercato” e produce “inefficienze” come “l’irrazionalità degli ambiti delle tratte, dei modelli tariffari, di molte clausole contrattuali particolarmente vantaggiose per i privati”.

La questione siciliana

Il clima all’interno della maggioranza rimane dunque teso, anche su un tema all’apparenza ‘pacifico’ come quello della necessità di un intervento per salvare la Regione Sicilia da un default. Italia Viva, già in mattinata, detta le sue condizioni. Spalmare il debito su dieci anni non basta, spiega Luigi Marattin, bisogna “modificare l’art.7 della norma in discussione oggi. Oppure di ripristinare subito gli obblighi di risanamento che erano stati inseriti nel 2016 e cancellati lo scorso anno”.

Nel decreto legislativo che esce da palazzo Chigi viene inserita quindi una integrazione: il termine di dieci anni “è ridotto a tre anni qualora, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, la Regione e lo Stato non sottoscrivano un accordo contenente specifici impegni di rientro dal disavanzo”. Un risultato che accontenta sia i renziani che il resto della coalizione, stando almeno alle dichiarazioni. “Sulla vicenda della norma relativa alla regione siciliana abbiamo raggiunto l’obiettivo”, spiega ancora Marattin.

Il nodo “Innovazione” digitale

“Dopo mesi di confronti che hanno riguardato anche il precedente governo è stata trovata una soluzione seria e rigorosa”, sono invece le parole del ministro dem Francesco Boccia. Altro nodo presente al tavolo è il pacchetto Pisano sull’innovazione digitale. A pesare sul piano proposto dalla ministra M5s sono i ringraziamenti rivolti a Davide Casaleggio che hanno fatto parlare di una “consulenza” del patron di Rousseau proprio sul Piano nazionale per l’innovazione.

“Stiamo lavorando sul pacchetto innovazione, tutti gli articoli che abbiamo presentato sono importanti per il futuro del Paese e siamo pronti a dialogare e cogliere i suggerimenti di tutti”, fa sapere Pisano. Al termine del consiglio dei Ministri si è svolta una riunione tecnica sul pacchetto di norme alla quale ha partecipato, secondo quanto si apprende, anche il premier Conte.  


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