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Anno 2020: l’Europa ci insegna come si lavora

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Da gennaio 2020 in Svizzera il tragitto casa-ufficio è entrato ufficialmente a far parte dell’orario di lavoro per tutti gli impiegati pubblici. La normativa al momento è valida solo per i  dipendenti pubblici che viaggiano in treno o su un qualsiasi mezzo pubblico, come metro, bus  ecc…

La premier finlandese, invece, Sanna Marin , propone la settimana corta, ovvero 4 giorni per sei ore al giorno facendo mantenere ai lavoratori lo stesso stipendio , e spiega:” “Le persone meritano di trascorrere più tempo con le loro famiglie, con i propri cari, dedicandosi agli hobby e altri aspetti della vita, come la cultura”. Un discorso

Che non fa una piega.

Ma l’Italia come si colloca rispetto agli altri paesi europei?’

In Italia gli stipendi sono fermi di 20 anni, nel mese di marzo il tasso di disoccupazione in Italia è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 rispetto a un anno fa. Ma per i giovani invece la disoccupazione resta altissima, con un tasso pari al 33 per cento del totale, il triplo della media OCSE e di quella UE. Per cui in Italia vige la triste  regola Lavorare in pochi, lavorare troppo. Si lavora di più e in meno persone. Lo conferma il 2° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale. Nel nostro Paese si creano meno posti di lavoro che altrove e per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi. L’alternativa è non lavorare o andarsene. Di più. Crescono le disuguaglianze retributive tra operai, impiegati e dirigenti. E aumenta lo stress da lavoro.

Nel 2020 c’e’ ancora moltissimo da fare.

Eleonora Magnelli


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