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Il prefetto di Cosenza agli arresti domiciliari

Calabria

La denuncia partita dalla presidente dell’associazione Animed Cinzia Falcone. Ora il sospetto degli inquirenti è che la frode venuta a galla non sia un caso isolato

Sono scattati gli arresti domiciliari per Paola Galeone, indagata dalla Procura di Cosenza per inuzione indebita a dare o promettere utilità.

L’ex prefetto di Cosenza è stata raggiunta nella sua abitazione di Taranto dalla misura restrittiva emessa dal Gip su richiesta del Procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo e del sostituto Domenico Frascino.

La magistratura sta adesso passando al setaccio, per verificarne la veridicità, tutti i documenti contabili e le pezze d’appoggio utilizzate dalla funzionaria governativa, relative ad ogni tipologia di spesa messa a rimborso.

L’indagine ha preso il via in seguito alla denuncia presentata in Questura da Cinzia Falcone. Paola Galeone le aveva chiesto di emettere una fattura fittizia di 1200 euro a carico del fondo di rappresentanza. Somma che, se non spesa entro la fine del 2019, sarebbe tornata allo Stato.

Il sospetto è che la frode venuta a galla non sia un caso isolato, piuttosto la punta dell’iceberg di un insieme di comportamenti fraudolenti ed abitudinari. Per questo è stato avviato un certosino controllo, anche con l’acquisizione di materiale rinvenuto nell’ufficio del Prefetto, perquisito nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine.

L’ultima apparizione ufficiale di Paola Galeone è del 27 dicembre scorso. A Camigliatello Silano ha salutato la visita del Ministro per l’Ambiente Sergio Costa. Il giorno dopo gli agenti della Questura l’hanno presa con le mani nel sacco.

Oltre alle riprese video con cui è stato immortalato il momento dello scambio di denaro, ci sarebbero anche dei messaggi whatsapp a consolidare il castello accusatorio. Adesso Paola Galeone è in aspettativa, le sue funzioni sono esercitate momentaneamente dal vicario Franca Tancredi, mentre già il prossimo consiglio dei ministri dovrebbe nominare il nuovo prefetto.


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