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Nessuna rivoluzione per il Bari, solo tre-quattro pedine di qualità

Sport & Motori

Ormai ci siamo. La settimana antecedente la ripresa del campionato comincia oggi, giorno della Befana, calcisticamente parlando, un giorno come un altro. Dunque, si comincia a fare sul serio e, soprattutto, ci si comincia ad uscire le unghie ognuno per le proprie ambizioni cercando di riparare al mercato di gennaio. Nel Bari non è prevista alcuna rivoluzione ma solo la ricerca di qualche pedina essenziale ad elevare ulteriormente il tasso tecnico necessario per provare a dare scacco alla Reggina o, nell’ipotesi secondaria, di fortificare il secondo posto utile ad evitare i preliminari dei playoff cercando di vincerli. E per cercare di centrare gli obiettivi, soprattutto quello del primo posto, ad oggi obiettivamente improbabile, il Bari è condannato a vincerle tutte, o quasi, sicuramente è costretto a non perdere più e a mostrare tonicità e freschezza in tutte le gare anche, e soprattutto, quando ci saranno i turni infrasettimanali che spesso inducono a fisiologici turn over. E per questo Matteo Scala proverà ad accontentare l’allenatore cercando di portare a Bari sin da questa settimana almeno una della pedine necessarie, per poi terminare i rinforzi entro il mese, di volta in volta.

In difesa la batteria è già collaudata, al più servirebbe un quarto centrale difensivo, possibilmente abile anche nel disimpegno laterale, poiché potrebbe capitare – così come è già capitato – che uno tra Di Cesare, Perrotta e Sabbione, possa segnare il passo per una squalifica o, toccando ferro, per un problema fisico anche perché Esposito, evidentemente, non dà quelle garanzie necessarie. A tal proposito un nome che va per la maggiore è Tommaso D’Orazio, terzino sinistro del Cosenza con il contratto in scadenza a giugno anche se la trattativa appare troppo elaborata. Sicuramente lascerà la squadra il terzino Cascione, fino adesso mai utilizzato. Molte le squadre che lo cercano soprattutto in D. Da valutare la posizione di Giuseppe Esposito.

A centrocampo si aspettano i maggiori colpi. Vivarini ha detto chiaramente che attende un regista o un trequartista di qualità che sia in grado di fare la differenza, ma si sa che di questi tempi chi ce ne ha uno buono se lo tiene ben caro. Lo si può trovare, eventualmente, solo in quelle rose dove è poco utilizzato come, appunto, potrebbe essere Ninkovic, abile e talentuoso regista in forza all’Ascoli che, però, non ha alcuna intenzione di cederlo a saldi. Ma il serbo, che ha già giocato con Vivarini, è pronto anche ad abbassare le pretese economiche pur di ritrovarsi ad allenarsi con lui. Un’altra affasciniate ipotesi porta all’italo-tunisino Karim Laribi, sua la doppietta al Bari quando militava nel Bologna nel 2014, la cui squadra detentrice del cartellino, il Verona, non opporrebbe alcuna resistenza, così come non la opporrebbe l’Empoli, squadra dove, attualmente, milita. Uno di questi due affari potrebbe chiudersi addirittura prima della gara di Viterbo così da provare a gettarlo nella mischia sin da subito. Potrebbero arrivare altri centrocampisti solo nel caso in cui se ne vende qualcuno. Così, Folorunsho e Awua, i due che hanno deluso le aspettative fino adesso, potrebbero lasciare Bari solo se adeguatamente rimpiazzati. A tal proposito è rispuntato il nome di Alessandro Di Paolantonio dell’Avellino.

In attacco, considerato che Antenucci e Simeri, ormai, giocano insieme da tre mesi e, per forza di cose, prima o poi uno dovrà segnare il passo per qualche giornata, occorrerebbe almeno un altro attaccante. Piacciono a Vivarini Bocalon del Venezia, Rosseti dell’Ascoli e Melchiorri del Perugia. Ma se dovessero arrivare Laribi e Ninkovic, si potrebbe pure rinunciare all’attaccante dal momento che c’è sempre D’Ursi pronto a ricoprire il ruolo in considerazione delle sue doti spiccate di attaccante seppure non esattamente di centravanti puro. Infine da segnalare l’addio di Floriano che ha rescisso il contratto col Bari per accasarsi al Palermo di Paparesta. Lo dovrebbe seguire Neglia che è ricercato da Avellino, Casertana, Monopoli e dallo stesso Palermo.

 

Massimo Longo


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