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Dazi Usa sui prodotti italiani: il punto di Amato Berardi

Politica estera

ROMA – La misura dei dazi doganali USA nei confronti dei prodotti europei rischia di bloccare l’esportazione dei prodotti italiani negli Stati Uniti e di ridurre la quota di mercato delle nostre eccellenze a livello mondiale, come il settore agroalimentare, vinicolo e l’intero Made in Italy.

Qual è il motivo di questa ritorsione a danno dell’economia italiana? a fare il punto della situazione è oggi Amato Berardi, già parlamentare eletto all’estero, recentemente nominato dal Consiglio Regionale del Molise, sua regione di nascita, come “Ambasciatore del Molise nel Mondo”.
I dazi, spiega Berardi, “sono una misura di rappresaglia nei confronti di quei paesi europei che hanno ricevuto finanziamenti e contributi dall’Unione Europea per la costruzione degli aeromobili Airbus, il quale è un consorzio formato da imprese francesi, tedesche, spagnole e britanniche. Questo tipo di aiuto pubblico ha danneggiato di fatto l’industria aeronautica americana, la quale ha deciso di difendersi con dazi doganali a danno dei paesi europei. Le imprese italiane non fanno parte del consorzio Airbus, quindi dobbiamo far sentire la nostra voce”.
Anche supportati da organismi che, negli Usa, stanno contrastando le politiche protezionistiche USA: “l’ex deputato al Congresso USA Lou Barletta – scrive, in proposito, Berardi – è stato promotore ed è attualmente a capo di una coalizione denominata AIFC (American Italian Food Coalition), la quale raggruppa imprese italiane, distributori e organizzazioni di categoria. L’AIFC sta svolgendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione e informazione presso l’amministrazione Trump, con l’obiettivo di escludere tutti i prodotti italiani dalle politiche di dazi doganali che saranno applicati nel prossimo anno 2020”.
Quanto alle ripercussioni per l’economia italiana, Berardi riporta le stime ufficiali calcolate da AIFC secondo cui “le mancate esportazioni dall’Italia verso l’USA sarebbero pari a un miliardo di Euro, incidendo su prodotti di largo consumo come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, pasta, latticini, olio d’oliva, agrumi e vino”.
“Da sempre – ricorda l’ex deputato forzista – mi sono battuto per difendere le eccellenze italiane in USA e nel mondo, per questo ho aderito immediatamente a questa importante iniziativa, anche perchè la riduzione dei prodotti italiani di qualità porterebbe anche l’aumento dei prodotti italian-sounding, ovvero quelli contraffatti italiani negli USA che vengono quotidianamente confusi come prodotti italiani ma non lo sono”.
Guardando al 2020, Berardi si dice “fiducioso che grazie ad AIFC ma anche ad altre organizzazioni italo-americane come la NIA-PAC, di cui sono stato fondatore ed attuale presidente, riusciremo a creare una maggiore consapevolezza di questo fenomeno. Non solo escluderemo i prodotti italiani agroalimentari da questa misura doganale, ma anzi miglioreremo l’immagine percepita della qualità dei prodotti del Bel Paese negli Stati Uniti. D’altronde, – conclude – ci sono tanti politici e amministratori italo-americani orgogliosi del loro paese d’origine, i quali non capiscono il motivo per cui l’Italia dovrebbe essere punita per azioni effettuate da altri paesi europei”.


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