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“Manita” del Bari al Rieti, ma la distanza dalla Reggina rimane intatta

Sport & Motori

“Manita” del Bari contro il Rieti, oggi al San Nicola. A settembre scorso, nella seconda trasferta di campionato, il Bari di Cornacchini espugnò Rieti senza meritare la vittoria, tanto che la tifoseria cominciò a storcere il naso e a preoccuparsi per il futuro nonostante i tre punti. La gara di oggi – inutile nasconderlo – nascondeva parecchie insidie dovute all’acqua alla gola in cui si sono infilati i laziali e la costrizione da parte dei baresi di vincerle tutte. Occorreva attenzione anche in virtù del netto passo indietro di Viterbo in termini di gioco. Il Bari, dunque, aveva l’obbligo di vincere oggi così come mercoledì sera quando affronterà la seconda squadra cenerentola del girone, in modo da sfruttare a pieno le possibilità concesse dal calendario tenuto conto, inoltre, del difficile cammino che vedrà protagonista il Bari in trasferta da qui alla fine, cammino che lo vedrà protagonista con tutto il gruppo delle prime dieci escluso il Catanzaro e la Viterbese. E pensare che la Reggina fino all’85’ perdeva a Bisceglie, ma poi ha vinto rocambolescamente. Bisognava tornare a ritrovare quei sincronismi e quella intensità del girone di andata. E oggi la vittoria ha emanato decisamente un altro profumo. Con il Rieti, ormai relegato in fondo alla classifica distaccato di cinque punti dalla penultima a causa di una penalità, ci si aspettava continuità nei risultati, arrivare alla sedicesima gara senza sconfitte, e proseguire nella rincorsa alla capolista. E così è accaduto. Ma non ci si lasci influenzare al risultato rotondo. Non è stato facile perché il Bari ama terribilmente complicarsi l’esistenza anche contro squadre di bassa caratura. Non esattamente una sofferenza ma quasi.

Maita, il nuovo arrivato, non è partito titolare, sicché l’allenatore barese ha mandato in campo un po’ la solita formazione, vale a dire Frattali in porta, Sabbione, Di cesare, Perrotta e Costa in difesa, Scavone, Bianco e Schiavone a centrocampo, il solito Terrani prestato al ruolo di trequartista, e Simeri ed Antenucci punte.

Il primo tempo, sotto la pioggia, trascorre col Bari padrone del campo, ben messo nel terreno  di gioco, che confeziona almeno cinque occasioni gol nitide, ed il Rieti che gioca nella propria metà campo difendendosi e mettendo il muso fori senza incidere più di tanto. Ma subito, al 14’ l’arbitro concede un rigore al Bari che Antenucci trasforma portando in vantaggio la squadra barese. Poi solo Bari. Antenucci, Simeri, Terrani, Costa, insomma un po’ tutti gli avanti sbagliano il gol del raddoppio. Da segnalare che Di Cesare è uscito subito dal campo per un infortunio, e Vivarini, sperando non si tratti di nulla di male, per non rischiarlo in vista delle due partite prossime ravvicinate, ha preferito sostituirlo con Corsinelli.

Il secondo tempo inizia con altre due opportunità del Bari per raddoppiare ma ancora una volta l’errore la fa da padrona. Occorre chiudere la partita, però, troppi gli errori in fase di ripartenze che i laziali concedono, e al 10’ su assist preciso di Costa per la testa di Simeri che sigla il raddoppio, obiettivamente meritato.

Primo vero squillo di Zanchi con una conclusione al volo terminato sull’esterno della rete di Frattali che comunque c’era sulla traiettoria. Primo vagito di una possibile rimonta reatina.

Vivarini fa entrare D’Ursi e Maita, all’esordio, fuori Scavone e Terrani.

E poi c’è il prevedibile gol del Rieti con Del Regno che riapre il match a sorpresa, al primo vero affondo, con la difesa che non si fa trovare pronta. Il Bari in difficoltà col Rieti che reagisce e prova a pareggiare la gara.

Il Bari spreca una colossale occasione per triplicare con Simeri e D’Ursi in vantaggio numerico sulla difesa laziale. Occorre maturità nel gestire il vantaggio ma gli errori sono francamente troppi.

Ma questo Bari pazzo al 33’ con Simeri sfrutta l’ennesima azione di ripartenza e porta a tre i gol su servizio di D’Ursi spegnendo l’entusiasmo reatino. Ma anche no. I laziali non demordono. Esposito su un rimpallo genera il secondo gol per i laziali. Insomma, al Bari piace complicarsi la vita contro l’ultima in classifica ma anche in genere con tutte.

C’è ancora da soffrire, ci vuole più attenzione e concentrazione, il Bari non gestisce da grande squadra la partita tanto che soffre maledettamente il gioco del Rieti che si fa sempre più pericoloso  fino a farlo rientrare in partita. Ma gli ultimi minuti son tutti del Bari col Rieti che si copre ed il Bari che confezione ben due gol, il primo con Neglia ed il secondo, quello del 5-2, con Maita Si chiude così la gara con un orecchio a Bisceglie dove arrivano brutte notizie, diciamo sconfortanti più che altro.

Questa è stata una partita che ha sancito poche certezze e qualche verità. Si è intravisto un Bari “dominante” (almeno oggi) ma si è vista anche una squadra che fa fatica a gestire i momenti difficili che il Rieti gli ha creato, finendo, qualche volta, in balia dell’avversario. Cosa già successa in passato. Certo, la squadra laziale ha dimostrato di valere quel che è, senza offesa e con rispetto parlando, ma si può dire serenamente che vale la posizione in classifica. Il sedicesimo risultato utile consecutivo non è fine a sé stesso, la classifica si è mossa ulteriormente con questo balbettio di risultati positivi, col Bari che rimane agganciato al secondo vagone del treno del girone insieme alla Ternana, ancora dannatamente troppo lontano dalla Reggina che ormai fa un campionato a sé nonostante il risicato risultato di Bisceglie. Ma la posizione in classifica è funzionale al parametro di ambizione di tutta la piazza barese. Qui è Bari, mica Rieti, mercoledì ha festeggiato i suoi 112 anni di vita, una vita tribolata fatti di alti e bassi (più bassi, per la verità, che alti, ma questo è un altro discorso), ed è lecito pensare in grande, ma il problema è che non dipenderà solamente dalla capacità dei baresi di tenere ritmi molto alti. Già, non potrebbe bastare anche se si prospetta un girone di ritorno, soprattutto in trasferta, di estrema difficoltà. Non ci sono verità e nemmeno sentenze col Bari che, comunque, ha meritato i tre punti per quel che ha profuso, e il Rieti che è rimasto ancorato ai suoi sprazzi di gioco positivi attraverso i quali avrebbe potuto impensierire la truppa di Vivarini, cosa che ha pure fatto a tratti. E, si sa, in questi casi vige la legge del campo che è l’unico giudice, ed il risultato ha confermato che il Bari ha sviluppato più gioco del Rieti. E questo non è di certo un dettaglio.

Non c’è molto tempo per perdersi in chiacchiere. Occorre proseguire a correre, a vincere e a soffrire, il campionato sentenzia questo, soffrire e saper soffrire sono cose imprescindibili in questo torneo. Lo sa Vivarini, lo sa la squadra. E poi bisogna fare in fretta a reperire risorse umane per completare la rosa dal momento che uno (Floriano) è andato via, un altro (Ferrari) sta per lasciare la squadra, altri due non fanno parte del progetto tecnico (Neglia, nonostante abbia segnato, e Kupisz), altri due ancora sono panchinari fissi (Cascione ed Esposito), Hamlili è out per un paio di mesi almeno, altri stanno deludendo (Awua e Folorunsho), tutti gli altri rimanenti (pochi) stanno tirando la corda da luglio, insomma occorrono giocatori in ogni reparto possibilmente già pronti da gettare nella mischia: a prescindere dall’obiettivo il campionato e le trasferte dal coefficiente altissimo da qui a fine torneo non aspettano.

 

Massimo Longo


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