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Quale deterrente alla lotta contro la violenza sulle donne?

Femminicidio &, Violenza

di F. Moretti

La violenza sulle donne continua nonostante la legge nota come Codice Rosso, l’inasprimento delle pene, le procedure di intervento velocizzate. Il carnefice non si ferma, non teme nulla di tutto ciò, e se fossero stati trascurati i fattori culturale ed educativo?

È di ieri, 20 gennaio 2020, la notizia di un ennesimo caso di violenza su una donna da parte del suo compagno. È accaduto a Irsina, Matera, secondo quanto riportato dall’ANSA un 32enne è stato fermato con una duplice accusa, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna. Pare che le percosse siano iniziate a casa e continuate sin davanti la stazione dei carabinieri dove la donna si è recata in cerca di aiuto.

Da tempo ormai il tema della violenza contro la donna è al centro del dibattito politico tanto da promulgare nuove leggi al fine di inasprire le pene per chi si macchia di tale obbrobrioso reato, sicuramente l’attenzione è stata focalizzata sulla drammatica realtà che vede le donne soggette a maltrattamenti di ogni genere, sono gli esiti positivi che non compensano. Nella società civilizzata in cui viviamo il fenomeno degli abusi sul sesso femminile sta raggiungendo dimensioni che definire selvagge è poco. I rapporti civili basati sul rispetto dell’uno verso l’altra sembrano ancora utopici, non sarà che bisognerebbe intervenire sul fattore culturale e su quello educativo? Considerare magari il fatto di assumere comportamenti che tengano conto della donna come individuo con il diritto a dire sì o no a qualsiasi decisione o progetto in quanto persona con pari dignità rispetto all’uomo, e nella fattispecie al compagno di vita? La strada da percorrere sembra lunga e irta, l’importante è continuare a tenere i riflettori accesi su ogni caso di violenza e denunciare.


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