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Lascia il carcere in permesso premio la carceriera del piccolo Tommy Continua

Cronaca

Permesso premio per Antonella Conserva, la carceriera di Tommy Onofri, il bimbo rapito e ucciso nel marzo del 2006. Omicidio Tommy Onofri, permesso premio alla carceriera del bimbo di diciassette mesi rapito e ucciso il 2 marzo del 2006 alle porte di Parma.

Permesso premio alla carceriera di Tommy Onofri Monta la polemica per la concessione della carceriera di Tommy Onofri, la donna che ha sorvegliato il piccolo dopo il suo rapimento e prime della sua uccisione, avvenuta il 2 marzo 2006.

Antonella Conserva, condannata a ventiquattro anni di carcere per il sequestro del piccolo Tommaso Onofri, si è vista concedere un permesso premio che ha diviso l’opinione pubblica. Il dolore della madre del piccolo Tommy: “Queste leggi devono cambiare” La madre di Tommy, intervenuta ai microfoni de il Corriere della Sera, ha espresso tutta la sua delusione per la decisione dei giudici. “Queste leggi devono cambiare, situazioni del genere non devono essere consentite: non solo per me, ma per tante altre vittime. I veri carcerati siamo noi parenti delle vittime.

Il nostro è un fine pena mai. Prevedevo che sarebbe accaduto, però non pensavo che la vita di mio figlio valesse così poco. Antonella Conserva deve fare i conti con la propria coscienza, altro che permessi”. Fonte foto: https://www.facebook.com/corpopoliziapenitenziaria/ Cosa dice la legge Stando alle norme vigenti, la signora conserva ha diritto a quarantacinque giorni di permesso l’anno. Una normativa che ovviamente fa discutere e che torna alla ribalta ad ogni occasione buona, rilanciata e condannata dai parenti delle vittime.

L’omicidio di Tommaso Onofri Il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommy ha scosso l’Italia. Il piccolo è stato rapito nella sua abitazione alle porte di Parma. Antonella Conserva era parte attiva del piano studiato e messo in atto da Mario Alessi, un muratore che stava lavorando proprio in casa degli Onofri. Secondo l’accusa Alessi, insieme con Salvatore Raimondi, avrebbe agito per chiedere un riscatto. Poi la situazione sarebbe degenerata fino all’omicidio del piccolo Tommy, avvenuto a poche ore di distanza dal sequestro.


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