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Taglio dei parlamentari, referendum in primavera?

Politica

Via libera della Cassazione per il referendum sul taglio dei parlamentari. Urne aperte probabilmente tra maggio e giugno.

ROMA – Via libera da parte della Cassazione al referendum per il taglio dei parlamentari. La Corte Suprema ha dato il proprio assenso alla votazione per la legge approvata da parte del governo giallorosso. Il testo ora passa alla Consulta per poi indire il giorno del referendum in caso di via libera anche da parte dell’ultimo grado di giudizio. Il voto dovrebbe avvenire in Primavera tra maggio e giugno. Non è esclusa una possibile unione con le amministrative. Referendum in primavera dopo la presentazione delle firme in Cassazione, la Corte Suprema avrà un mese di tempo per dare il proprio consenso.

Subito dopo la palla ritornerà in mano al Governo che ha sessanta giorni di tempo per indire il referendum che a questo punto dovrebbe essere indetto tra maggio e giugno. La votazione non prevede il quorum e per questo si tratta di un passaggio fondamentale per il futuro di questo governo. Una sconfitta (e di conseguenza il no al taglio dei parlamentari) potrebbe mettere a rischio l’esecutivo guidato dal premier Conte.

E il Centrodestra è pronta a questa nuova sfida. Cosa prevede il taglio dei parlamentari.

Il provvedimento, approvato il 10 ottobre 2019, prevede una riduzione dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. In aggiunta al taglio dei seggi dei deputati (da 12 a 8) e dei senatori (da 6 a 4) eletti all’estero.

La Legge non è entrata in vigore dopo il via libera del Parlamento in attesa del referendum. Secondo alcuni esperti, con questa mossa si potrebbe andare al voto ancora prima del referendum per cercare di conservare il numero dei parlamentari attuale e non con il taglio in vigore. Un passaggio fondamentale per il futuro di questo esecutivo.  


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