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Epidemia in Cina

Noi e la Salute

Falso allarme a Bari

Emergenza sanitaria ed economica. Ipotesi di fuga del coronavirus dal laboratorio di Wuhan

Di Riccardo Guglielmi

Pericolo scampato a Bari. Non si tratta di coronavirus ma di mycoplasma pneumoniae,  il batterio responsabile della patologia respiratoria della cantante ricoverata a Malattie Infettive del Policlinico ora in fase di dimissione. Nessun panico in città, nessun allarmismo dagli operatori sanitari che tuttavia invitano la popolazione a maggiore attenzione per l’igiene personale e lavaggio attento delle mani che deve essere fatto con acqua e sapone per non meno di 40 secondi. Il numero degli accessi ai Pronto soccorso non mostra impennate ma è in linea con i valori normali. Vera emergenza in Cina è in corso un’epidemia: ad oggi 1.300 infetti, non solo anziani o malati cronici, 42 morti, tra cui un medico, 4 città isolate. La Cina era già stata avvisata nel 2017 del pericolo fuga di un virus mortale dal suo laboratorio. E proprio  Wuhan, è la cittadina sede dell’unico laboratorio, National Biosafety Laboratory, di livello 4, attrezzato a studiare le malattie mortali come SARS ed Ebola. Secondo quanto diffuso dalla principale rivista scientifica mondiale, Nature, i timori circa la fuga di agenti patogeni e la potenziale “aggiunta di una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche” tra Cina e altri Paesi erano già stati resi ampiamente noti anni fa. Secondo Nature lo stesso virus SARS era fuggito dalle strutture di contenimento a Pechino più di una volta. Questo elemento, non vi è certezza o indagini ufficiali, ha fatto crescere l’ipotesi che il laboratorio di Wuhan possa avere qualche connessione con il nuovo focolaio di coronavirus. Il centro di Wuhan è nato dopo il 2003, nell’ambito di un piano, spinto dal governo cinese, per dare avvio a un sistema nazionale di laboratori di biosicurezza, in grado di poter rispondere a futuri focolai di malattie infettive. Laboratori che sono classificati come centri con “livelli di biocontenimento da 1 a 4”, e che in sostanza studiano i patogeni più pericolosi al mondo. Solo negli ultimi due decenni, sono emerse numerose malattie infettive tra cui Ebola, febbre emorragica di Marburg, febbre emorragica della Crimea-Congo, febbre di Lassa, SARS, influenza aviaria, febbre della Rift Valley e malattie virali di Nipah e Hendra, tutte gravissime minacce per la salute pubblica. Per prepararsi a simili rischi biologici, gli scienziati devono ricercare patogeni pericolosi e sviluppare metodi efficaci per prevenire, diagnosticare e curare le malattie da loro causate. Procedimenti che possono portare a molti incidenti di laboratorio, quasi sempre correlati a errori del personale. E, malgrado efficacia e sicurezza di un laboratorio ad alto contenimento – ben sottolineati da Nature all’interno del suo report – le ultime indiscrezione stanno spingendo molti, tra stampa ed esperti di settore, a ipotizzare una fuga partita proprio dal laboratorio di Wuhan. Il coronavirus, oltre all’emergenza sanitaria e al pericolo di diffusione esplosiva della malattia, arrecherà gravi danni all’economia cinese,  la contrazione del movimento di persone e merci.

 


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