fbpx

Un’eredità senza tempo

Interviste & Opinioni

Precisi, efficaci, diretti e sintetici, come la freccetta che mira e centra il bersaglio. I motti, per definizione, sono frasi molto brevi volte a descrivere lo spirito, ad offrire un monito, a sintetizzare una filosofia che sia votata all’azione. Nel mondo militare, i motti sono anche “grido di battaglia”. Tatuaggi sulla pelle, prima ancora nello spirito. Così, il passato ci restituisce delle perle di saggezza, da incastonare, accuratamente, nel presente. Per farle poi proprie.

La tradizione vuole che siano in latino ma non esiste un diktat perentorio, il motto (come si vedrà) può essere pure estrapolato da un testo di canzone. Fra i più celebri ed amati, si ricordano i “motti dannunziani”. Gettonatissimo e mai fuori moda: “Memento audere semper” (“Ricorda di osare sempre”).

La finalità del “memento” dannunziano, era l’invito all’agire. Rifacendosi al “superuomo” teorizzato da Nietzsche: mosso da  volontà indomita, contro un nichilismo sonnacchioso e pavido. Coraggio, dunque. E disprezzo del pericolo: “Osare l’inosabile”, direbbe il Vate (in virtù, anche, dell’insegnamento di Schopenhauer). “Il mondo come volontà e rappresentazione”, dimostra che l’uomo veda attraverso la sua volontà.

Ma non fu il solo: “Più alto e più oltre” e “Sufficit animus – basta il coraggio”, tra i più gettonati. Anche “Semper adamas” è uno fra i più famosi: essere “sempre  adamantino”, forte come il diamante. E pure “con venti contrari“: di questi tempi, incoraggiamento quanto mai opportuno. Non tutti i motti hanno una matrice sicura, le attribuzioni sono spesso molteplici ma ciò non ne compromette il valore.

La lista prosegue: da “Usque ad finem” (“fino alla fine” combattere, frase usata da Gladiatori e Legionari in epoca Romana) a “Flectar ne frangar“: “mi pieghierò ma non mi spezzerò”, a difesa di un’integrità morale oggi carente.

Per aspera ad astra” (“dalle asperità alle stelle”) è invece invito alla resilienza: la capacità di affrontare un dolore o sconfitta, per raggiungere il traguardo. “Ad maiora“, quindi: cioè “a successi più grandi”. E “Più avanti ancora” (come diceva Filippo Corridoni), per non fermarsi e porsi obiettivi, sempre migliori: una lezione valida tuttora.  Per progredire, però, per crescere e affrontare la vita: “Arma la tua anima“. Stavolta è dal testo degli Ultima Frontiera (“Anime armate”) che si estrapola un motto prezioso e importante. La forza spirituale, come arma per la vita.

Evelyn Zappimbulso


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE