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Rapporto “Pendolaria”, divario notevole tra nord e sud Italia

Cronaca

Il Rapporto “Pendolaria” di Legambiente a Palermo denuncia la condizione di arretratezza del sud Italia rispetto al nord evoluto in merito all’efficenza dei treni in circolazione, nonostante l’incremento del numero dei passeggeri 

Monica Montanaro

Oramai è un dato acclarato e notorio che tra il nord Italia e il suo meridione vi è uno scarto notevole su più fronti: dal lavoro, alle infrastrutture, al walfare, ecc. Purtroppo negli anni, nonostante l’avvicendamento dei governi alla guida del Bel paese, non si è intervenuto efficacemente per colmare tale divario culturale e sociale. Una delle ultime imprese di ammodernamento del Paese è avvenuta nel 2019 quando sono state ideate e lanciate le linee ad alta velocità. Ma questa importante opera non ha omologato l’Italia in tutta la lunghezza dello stivale. La situazione del trasporto ferroviario in Italia risulta ancora spaccata in due, con il Sud sempre nelle retrovie

Ogni anno Legambiente redige un rapporto denominato “Pendolaria“, iniziativa esordita nel 2008, e l’ultimo è stato presentato presso la Real Fonderia della Cala, a Palermo. Al prestigioso incontro hanno presenziato diverse eminenti figure operanti in vari settori strategici imprenditoriali, ma anche alcuni rappresentanti delle istituzioni, tra cui i ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, il direttore del ministero dei Trasporti Angelo Mautone. L’esponente di Legambiente ha promosso la sua tesi di taglio ambientalista: “I trasporti sono l’unico settore che in Italia ha visto crescere le emissioni dal 1990, dobbiamo accelerare il cambiamento con l’obiettivo di raddoppiare il numero di viaggiatori giornalieri sui treni regionali e metropolitane, dagli attuali 5,7 a 10 milioni”.


La circolazione dei treni in Italia risulta in percentuale crescente, sia in riferimento a quelli di lunga percorrenza, sia per le tratte regionali. Poi sono attualmente in funzione anche le linee metropolitane presenti soltanto in 7 città ad alto addensamento urbano: Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Gli italiani che quotidianamente usufruiscono del servizio su rotaie è tendenzialmente in aumento. La conferma ci giunge da statistiche che riportano il dato attestante un incremento notevole negli ultimi anni rispetto all’utilizzo di tutte le categorie di treni da parte dei passeggeri utenti. 

Nel suo intervento a margine del convegno indetto da Legambiente a Palermo, il ministro per il sud, Giuseppe Provenzano, ha riferito: “Si parla tanto di rete viaria, ma la Sicilia ha bisogno di investimenti sulle ferrovie”. A chi gli ha fatto notare che per percorrere l’Isola da occidente a oriente e raggiungere in treno alcune località sul quel fronte si impiegano 12 ore. Il ministro ha replicato a tale provocazione: “Bisogna intervenire, intanto, sul completamento del raddoppio della linea tirrenica  e occorre aumentare la frequenza dei collegamenti su alcune tratte come la Agrigento-Palermo: più corse significa anche compensare i disservizi”. Il ministro Provenzano ha addebitato il disagio della lenta percorrenza dei treni e l’obsolescenza dei convogli in Sicilia alla responsabilità del governo regionale, esplicitando contro il governatore e la sua giunta una critica aspra in quanto “con grande ritardo ha provveduto al rinnovo della convenzione con Trenitalia”. 


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