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Il coronavirus e l’economia. Moody’s taglia le stime sul Pil della Cina

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di Leonarda Manna

 Effetti si ripercuoteranno in tutta l’asia

Mody’s taglia le stime sul Pil della Cina per l’anno in corso dal 5,8% al 5,2% a causa delle turbolenze create dall’epidemia del coronavirus. L’agenzia avverte che gli effetti della situazione si ripercuoteranno in tutta l’Asia.

Moody’s taglia le stime sul Pil della Cina per il 2020 dal 5,8% al 5,2% a fronte dell’impatto dall’epidemia di coronavirus. L’agenzia nel suo ultimo rapporto di valutazione economica delle economie dell’Asia-Pacifico, avverte come la crescita rallenta in tutta l’Asia-Pacifico con il coronavirus che indebolisce la domanda e interrompe la catena di approvvigionamento. “Abbiamo ridotto le previsioni di crescita della Cina al 5,2% per il 2020 dal 5,8% precedente, riflettendo un impatto economico grave ma di breve durata” sottolinea il report. “Una domanda di importazione cinese piu’ bassa e’ la ragione principale del rallentamento della crescita e il commercio intra-regionale amplifica l’impatto della bassa crescita cinese”.

Secondo Reuters in tutta la Cina molte aziende rimangono chiuse, estendendo le vacanze della fine dell’anno nazionale, e per stimolare l’economia la Banca centrale cinese ha tagliato i tassi di interesse sui prestiti a medio termine e il Governo ha preannunciato tagli alle tasse. Nel frattempo, in Giappone l’indice Nikkei è diminuiro dello 0,7% dopo che l’economia è rallentata tra ottobre e dicembre e la diffusione del virus alimenta timori di recessione per il primo trimestre di quest’anno. Singapore a sua volta ha abbassato le proprie previsioni di crescita e il primo ministro Lee Hsien Loong venerdì non ha escluso una recessione.

Moody’s taglia la stime di crescita del G20 per l’impatto negativo atteso dal coronavirus portandole a +2,4% dal precedente 2,6%. Un recente report, pubblicato sul sito del ‘Guardian’ fa le prime proiezioni sull’impatto del virus. “Lo scoppio dell’epidemia ha colpito prima e soprattuto l’economia cinese riducendo la spesa discrezionale dei consumatori per i trasporti, gli acquisti, turismo e intrattenimento”, osserva il vice presidente di Moody’s Madhavi Bokil secondo il quotidiano britannico. “Assistiamo già ad un blocco della catena distributiva, anche al di fuori della Cina”, dice, avvertendo che “ulteriori interruzioni in Cina avrebbero un impatto a livello globale data l’importanza e l’interconnessione del paese nell’economia mondiale”.


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