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Il Coraggio delle Donne d’altri tempi raccontato da Cinzia Giorgio

Oltre Tevere

Dopo il successo de “La Piccola bottega di Parigi” torna in libreria Cinzia Giorgio con “I migliori anni” Newton Compton Editori. La scrittrice, direttrice del periodico Pink Magazine Italia e dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate, ambienta questa saga familiare nell’Italia della seconda Guerra Mondiale. Tramite essa ci racconta l’emozionante storia di sua nonna incarnata dal personaggio di Matilde Carbiana.  In questo romanzo che sta riscuotendo tanto successo la scrittrice descrive con dedizione e professionalità non solo i sentimenti e le caratteristiche dei personaggi, ma anche gli eventi legati al multisfaccettato periodo storico di riferimento.  Quello della Giorgio è stato considerato un romanzo dalla forte voce femminile. Sarà facile per il lettore identificarsi nel personaggio di Matilde.  Donna forte, coraggiosa e determinata e soprattutto padrona delle proprie emozioni e azioni ha molto da insegnare alle donne di oggi.  Una lettura piacevole che vi farà fare il pieno di emozioni e vitalità. Ne parliamo con Cinzia Giorgio in questa interessante intervista.

Com’è nata l’dea di scrivere “I migliori anni”?

L’idea di scrivere I migliori anni nasce tanti anni fa nella mia cittadina natale, Venosa, Quando io e mia nonna Maria chiacchieravamo davanti a una tazza fumante di tè al bergamotto. I racconti della guerra, delle speranze e dei sogni della giovane donna che lei era stata si mescolavano alla mia fantasia.

Per ricostruire gli eventi storici che sono alla base delle vicende dell’epoca vissuta da Matilde quanto il suo lavoro di ricercatrice le è stato utile?

È stato determinante, sì. Le testimonianze raccolte non erano sufficienti e bisognava integrarle con un lavoro di ricerca negli archivi. Ma questo fa parte del mio ambito di studi ed è una fase che amo del lavoro di scrittura.

Il romanzo ruota sui ricordi legati al passato di Matilde. Che ruolo ha secondo lei il passato per la propria esistenza?

Noi siamo il nostro passato. Bisogna voltarsi indietro per poter guardare avanti, a mio avviso.

E la storia per l’umanità?

Cicerone nel De Oratore diceva: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”, cioè è la storia la vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità. Non si può capire il presente senza conoscere il passato, e questo vale sia per i singoli individui sia per la collettività.

I migliori anni è dalla forte voce femminile. Matilde incarna una donna forte, coraggiosa. Un insegnamento che potrebbe trasmettere alle donne di oggi? E alle donne del futuro?

L’indipendenza delle donne passa attraverso l’istruzione. Per liberarsi, per dipendere solo da noi stesse bisogna studiare, la conoscenza è la chiave di tutto.

Quanto è stata emozionante e/ o difficile portare su carta i pensieri e le emozioni vissute da sua nonna?

A volte, mentre scrivevo, dovevo fermami. Le lacrime mi riempivano gli occhi e l’emozione aveva il sopravvento, ma sapevo che così le avrei reso omaggio e mi facevo forza.

I migliori anni è una saga familiare, un genere che affascina molto i lettori. Secondo lei perché?

Forse perché sono storie che offrono uno spaccato di vita insolito, intimo, e danno la possibilità di poter rileggere la Storia attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e a volte subita. Le famiglie sono microcosmi interessanti.

Quanto è cresciuta artisticamente Cinzia Giorgio da “La piccola bottega di Parigi” a “I migliori anni”?

Tantissimo. Scrivere un romanzo come I migliori anni mi ha aiutato a crescere e a capire tante cose, a rivedere il mio stile e anche qualche convinzione che avevo sulla scrittura.

Perché il lettore de IlCorriereNazionale.net dovrebbe leggere “I migliori anni”?

Per passare qualche ora in compagnia mia e di Matilde, magari sorseggiando un tè al bergamotto con noi.

Mariangela Cutrone


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