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Giappone: nuova strategia realistica contro il Covid-19

Estero

Se non puoi battere il nemico, devi conviverci

Ormai più parti ritengono che l’epidemia di Covid-19 non sia arrestabile, e che sia solo una questione di tempo prima che diventi universale. Questa idea era già stata suggerita dall’epidemiologo di Harvard Marc Lipsitch che, sulla base delle caratteristiche del virus, ha previsto che fra il 40% ed il 70% della popolazione sarà infettato durante l’anno. A questo punto una strategia non può essere di mera limitazione e contenimento, perchè comunque, per quanto utile a rallentarne la diffusione, sarà inefficace. Una vera strategia deve essere di riduzione del danno per quanto possibile, ed in questa direzione stanno muovendosi i giapponesi, dopo una serie di errori iniziali legati anche alla gestione della Diamond Princess e 160 casi accertati, oltre a quelli della nave.

La strategia, al contrario di quanto fatto in Italia, è del genere di contenimento del danno con il minor impatto possibile sull’attività economica nazionale, e contiene:

  • una piano sanitario per riservare un certo numero di posti per chi avrà necessità della cure ospedaliere per le sindromi gravi, mentre gli altri verranno invitati a curarsi a casa;
  • una campagna per limitare gli incontri personali e conviviali, in modo da limitare la possibilità di scambi pericolosi;
  • quindi orari più flessibili per chi si deve recare al lavoro, in modo da permettere un minore affollamento in luoghi come le metropolitane e le stazioni;
  • un maggiore ricorso al telelavoro, a cui sono state già obbligate diverse multinazionali.

Non ci sono divieti specifici per grossi eventi, ma vengono per ora scoraggiati e non organizzati. La soluzione del problema però deve giungere in breve tempo: la prossima estate dovrebbero tenersi le Olimpiadi di Tokio, con decine di migliaia di atleti e pubblico che si recheranno in città da mezzo mondo. Ci saranno ancora le Olimpiadi? Ci sono ancora un paio di mesi per decidere.


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