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La mascolinità tossica: che cos’è e come combatterla… sotto il segno di Achille Lauro

Arte & Moda

Quando fare la femminuccia diventa un insulto e il concetto dell’uomo duro sfocia in violenza: ecco la mascolinità tossica e chi sta cercando di combatterla. La mascolinità tossica non è ancora sconfitta, nonostante le tante campagne contro gli stereotipi di genere l’essere macho e non farsi sopraffare dalle emozioni come una femminuccia sta crescendo nell’animo di tanti giovani uomini e si sedimenta sempre più anche in chi giovane non è più. Tuttavia non tutti stanno al gioco: negli anni tanti hanno alzato la polemica e cercato di bandire un modo di pensare e di essere deleterio… non da ultimo Achille Lauro con la sua performance e i suoi outfit provocanti e femminili, incantando l’Ariston di Sanremo 2020 per 4 sere di fila e portando a un altro livello il concetto di libertà di essere chi e cosa si vuole, a prescindere dagli stereotipi di genere. Forse le esibizioni del cantante italiano saranno l’ennesimo passo che non porterà a una rivoluzione finale… o forse saranno l’ultima goccia che darà il coraggio di dire basta e di cambiare.

Achille Lauro. Ph Luca D’Amelio Cos’è la mascolinità tossica La mascolinità tossica è un termine nato in psicologia per definire una serie di regole sociali non scritte, ma radicate, che definiscono un vero uomo. Si tratta di tutti quegli stereotipi che riconoscono l’uomo come dominatore e nel quale risiede forza e risolutezza. Un vero uomo, secondo chi crede in questi principi, non piange, non mostra i suoi sentimenti, è duro e risoluto: queste sono le fondamenta sulle quali si basa la mascolinità… che diventa tossica quando sfocia in misoginia, omofobia e in un eccesso di violenza nei confronti degli altri uomini, ma anche delle donne, in questo caso il sesso debole. Come neutralizzarla… il potere di Achille Lauro e non solo Come combattere la mascolinità tossica? In tanti si sono fatti questa domanda nel corso degli anni e hanno cercato di trovare una risposta. Sono nati progetti e iniziative contro questa radicata cultura maschilista, fino a sfociare in vere e proprie esibizioni artistiche come la freschissima performance del cantante italiano Achille Lauro al 70° Festival di Sanremo con Me ne frego e i suoi costumi.

Già dalla sua prima esibizione a Sanremo 2020 l’artista ha svuotato il significato di mascolinità per riempirlo con un mazzo di fiori, gentilezza e forza spirituale. I suoi travestimenti hanno fatto sognare in un mondo migliore e hanno cantato il disaccordo negli stereotipi di genere che ancora vivono e proliferano nel mondo. Ma il cantante romano non è il solo ad aver alzato la voce. Ecco altri casi: • Nel 2009 nasce un sito internet The Good Men Project che parla di come dovrebbe essere la mascolinità nel XXI secolo. Negli anni ha collezionato milioni di seguaci e visitatori, ogni giorno parla di svariati temi come la famiglia, il sesso, politica, gender e soprattutto sulla mascolinità. • Sulla linea dei media contro la mascolinità tossica è stato anche girato nel 2015 un Docufilm disponibile su Netflix, The mask you live in (tradotto La maschera che indossi) di Jennifer Siebel Newson. • Lo scorso gennaio 2019 arriva il tanto chiacchierato spot delle lame da rasatura Gillette: Il meglio di un uomo. In 1 minuto e 50 secondi vengono proposte situazioni dove la mascolinità tossica è messa in primo piano e smontata da altrettanti uomini che non ci stanno e pensano di poter essere e comportarsi meglio di così.

Tante sono state le polemiche che si sono scatenate, da quegli uomini ancora aggrappati a un concetto di mascolinità retrograda ma non ancora sorpassata. • Sulle passerelle maschili di Gucci anche la moda si schiera contro gli stereotipi di genere. Alla presentazione della collezione autunno inverno 2020/2021 si sottolinea la rivendicazione maschile di poter essere fragili e sensibili con la stampa impotente su una delle magliette del brand. • La mossa della fotografia arriva unanime da parte di molti artisti di fama mondiale.

La lotta contro la mascolinità tossica si è tradotta in una mostra Masculinities: Liberation through Photography: oltre 300 scatti alla Barbican Art Gallery di Londra dove uomini duri e votati alla violenza sono stati rivisitati in tante forme, come per esempio lo scatto di 2 talebani truccati e che si tengono per mano.

donnaglamour.it/


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