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Coronavirus, ambasciata cinese replica a Zaia: “Calunnie e offese gratuite sul popolo cinese”

Estero

Monica Montanaro

L’ambasciata cinese in Italia si schiera contro le parole pronunciate dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e per tramite del suo portavoce si dice  fortemente delusa e rammaricata dalle dichiarazioni non affatto costruttive dell’esponente della Lega. “In un momento cruciale come questo, in cui Cina e Italia si trovano fianco a fianco ad affrontare l’epidemia, un politico italiano non ha risparmiato calunnie sul popolo cinese. Si tratta di offese gratuite che ci lasciano basiti”, ha dichiarato in un comunicato stampa l’ambasciatore cinese riferendosi al lancio di accuse al vetriolo del presidente Zaia in merito al fatto che “i cinesi mangiano i topi vivi”.

Insomma l’ambasciata dello Stato comunista per antonomasia manifesta la sua indignazione rispetto alle invettive dure espresse da Zaia, ma al contempo ha voluto stemperare i toni mediando alla polemica sollevata dal politico appartenente alla schiera di fedelissimi di Matteo Salvini: “Ci consola il fatto che moltissimi amici italiani non sono d’accordo con tali affermazioni e, anzi, le criticano fermamente. Siamo convinti che le parole di un singolo politico non rappresentino assolutamente il sentire comune del popolo italiano, un popolo civile e nostro amico. Il nuovo coronavirus è un nemico comune, che richiede una risposta comune. In un momento così difficile, è necessario mettere da parte superbia e pregiudizi e rafforzare la comprensione e la cooperazione al fine di tutelare la sicurezza e la salute comune dell’umanità intera”.

In difesa di Luca Zaia è giunta prontamente la voce solidale del parlamentare di Forza Italia, Francesco Giro:  “Il presidente Zaia ha sbagliato e si è scusato. Ma la Cina e in particolare il suo ambasciatore in Italia dovrebbero ammettere la grave responsabilità del ritardo con cui hanno lanciato l’allarme dei rischi di una possibile epidemia-pandemia, se è vero che da ottobre si sono avuti i primi riscontri oggettivi del contagio da nuovo coronavirus. A ciò si aggiungono le dubbie e controverse condotte di igiene e sicurezza alimentare in Cina”. Il deputato forzista, lanciato nella sua arringa contro il Paese del dragone, continua veemente: “Perché l’ambasciatore cinese che oggi critica Zaia non ricorda anche questo? Per attaccare Zaia caro ambasciatore occorre avere tutte ma proprio tutte le carte in regola! Ok? Altrimenti meglio un silenzio operoso”. Oltre il danno, pure la beffa. La Cina dovrebbe mostrare maggiore umiltà nei confronti delle popolazioni mondiali e dei loro dirigenti politici alla luce di rappresentare l’origine di tale epidemia diffusasi su scala globale. 


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