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Leoni e sciacalli

Interviste & Opinioni

“Noi fummo gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.
Le parole tratte dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa segnano il tempo del trapasso, di quel cambiamento che colora le persone e le divide tra il bene e il male. Come la Sicilia che si trasforma, ogni uomo o donna vivono eventi di mutazione, di agire e pensiero; si muore e si risorge ed è qui, nella crepa vitale del divenire, che prendono forma i leoni e gli sciacalli. Frase emblematica del film, ispirato al romanzo, considerato uno tra i più grandi di tutta la letteratura italiana e mondiale, che rievoca lo spirito siciliano citato più volte come gattopardesco, è “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. E mentre sul palcoscenico della vita il leone per tenere fede al suo spirito di guerriero corre, insegue, attacca, scivola rotola cade, si rialza sporco di sangue dopo aver saziato il suo istinto vitale, la iena sciacalla, inutile e marginale, lo guarda vivere e si ciba dei suoi scarti. Il leone stanco si merita il riposo del re, fiero e curvo al suo essere; la iena vaga miserevole, gracile, senza preda, in cerca del nulla. È il gioco della vita, la danza di chi vince e perde, ma solo alla fine dell’esistenza. Comoda e scivolosa è la sussistenza di chi sciacalla e ride delle sofferenze altrui senza annusare la sua realtà al limite dell’inezia; piena e tenace è la presenza sulla terra di chi lotta ogni giorno contro eventi, tempo, rivali e giudizi di natura pur di vivere all’altezza dell’impegno preso. Vita gattopardiana, un misto di cinica realtà e rassegnazione. Ma l’orgoglio, sia pur sopito, c’è in quel leone che lotta ma vive, che può permettersi di riposare le sue membra prima di un nuovo guizzo vitale. “Ciò che non muta è l’orgoglio del siciliano”, scrive Giuseppe Tommasi di Lampedusa”; ciò che non muta è essere leoni nella vita, con la consapevolezza dura che lo sciacallo accattone sbircerà in eterno nella sua ombra. In fondo, senza gli sciacalli, la terra dei re non avrebbe sapore.

Evelyn Zappmbulso


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