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Intercettazioni, Amati: “Saremo tutti spiati in nome della legge

Puglia

Fino a quando nel Pd dovremo sopportare il grillismo con bava alla bocca?”

BARI – Mentre l’attenzione era tutta rivolta al Coronavirus, il Parlamento ha approvato la nuova legge sullo Stato “spione”. E purtroppo con il voto favorevole del mio partito e una modifica liberticida proposta da Pietro Grasso. Per giustificarsi sentiremo dire che si tratta di una legge per spazzare via la corruzione. Falso. È una scusa populista: cioè mascherare il male con le sembianze del bene; dirsi discepoli della legge per farsi vassalli del boia”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio, commentando la recente approvazione in Parlamento del decreto intercettazioni.

“Si tratta invece di una legge – prosegue Amati – che consente di trasformare il nostro telefonino in un microfono, con un trojan, così da spiarci ovunque e comunque; una legge per rendere legale l’intercettazione di tutte le nostre comunicazioni, violando arbitrariamente la libertà e il diritto costituzionale ad avere segreti. E tutto questo non più per cercare la prova dei reati, ma per fabbricare reati stando comodamente in cuffia. Saremo spiati tutti. Ricchi ma soprattutto poveri, potenti ma soprattutto deboli. Perché non lo sapete? Il rigore della legge colpisce di più e da sempre chi sta sui gradini più bassi della scala sociale. Il diritto penale della libertà, infatti, fu inventato proprio per tutelare le persone più fragili.Ci spieranno non più per punire gravi reati fondati sulla violenza, sulla morte e sul terrore, ma per tenere sotto controllo ogni mossa, compresi i ‘peccati’, per realizzare in pienezza la Repubblica fondata sul diritto penale. La Repubblica del grande fratello”. 

“Eppure la Corte di Cassazione a sezioni unite – sottolinea – aveva già emesso il suo verdetto per garantire la libertà e la repressione dei reati. Ma in Parlamento non sono stati contenti di vedere assicurata la soluzione concreta al problema: avevano voglia di sentire pure l’odore del sangue e di assecondare la politica con la ‘bava alla bocca’ del più becero grillismo, con l’obiettivo di farsi notare con il volto crudele della legge per speculare qualche voto in più. Mi secca molto vedere il mio partito votare leggi come questa, facendoci apparire al guinzaglio di un’alleanza di governo impegnata a consentire l’ingresso violento dello Stato nella ‘vita degli altri’, così come accadeva in Germania Est attraverso la Stasi. Ha ragione Marco Minniti: fino a quando dovremo sopportare?”

Fabiano Amati – Presidente Commissione Bilancio Regione Puglia


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