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Due magistrati di Milano sono positivi al coronavirus

Benessere & Medicina

Si ferma la giustizia a Lodi, una delle cittadine più toccate dall’emergenza Covid-19. In Italia il numero dei contagi ha superato quota 2000. Dall’inizio dell’emergenza sono morte 52 persone, 149 i guariti

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 magistrati (Afp)

Due magistrati positivi al coronavirus nel Palazzo di Giustizia di Milano. La scelta dei vertici del Tribunale è stata quella di tenere aperte le porte della cittadella giudiziaria, con alcuni accorgimenti precauzionali, come le udienze aperte solo “alle persone strettamente necessarie”, che però non sono riusciti a evitare il contagio in un luogo che, ogni giorno, vede mediamente transitare settemila persone tra addetti ai lavori e pubblico. I due magistrati sono ricoverati in buone condizioni all’ospedale Sacco.

La piazza giudiziaria resta aperta, anche dopo essere stata additata come origine dell’infezione che ha colpito quattro avvocati napoletani e due segretarie. Ma molti non approvano la scelta 

Intanto si ferma la giustizia a Lodi, una delle cittadine più toccate dall’emergenza Covid-19. Con decreto legge, sono rinviate le udienze civili e penali a data successiva al 31 marzo. Quanto ai procedimenti civili, vengono previste alcune eccezioni indicate nel testo normativo, tra cui le cause relative ai minori, agli alimenti, ai procedimenti cautelari e, in genere, “le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre un pregiudizio alle parti”. In ambito penale, le eccezioni riguardano le convalide e i fermi di detenuti e i procedimenti che presentano “caratteri di urgenza” e che coinvolgono i minorenni. 

L’esperto del Cnr: “In Italia il tasso di casi critici è più alto”

“I casi critici (terapia intensiva) in Italia sono 140 (8,8 per cento). Percentuale più alta rispetto al 5 per cento dei casi critici riportati dallo studio cinese”. Lo sottolinea Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm), secondo il quale possiamo fare tre ipotesi per spiegare questa differenza. La prima: “I numeri dei casi positivi sono inferiori alla reale diffusione del virus (per cui le percentuali potrebbero essere sovrastimate)”, dice l’esperto. La seconda ipotesi è che “in questa seconda ondata il virus circolando ha passato il setaccio della selezione naturale che ha favorito la diffusione di un ceppo piu’ ‘abile’ nel colonizzare il nuovo ospite. Solo l’analisi genetica degli isolati autoctoni presenti adesso – continua Maga – in confronto con quelli circolanti all’inizio dell’epidemia potrà dirci se ci sono stati cambiamenti genetici sostanziali. La terza ipotesi riguarda la differente struttura genetica della popolazione europea rispetto a quella asiatica che, secondo Maga, “riflette una diversa risposta al virus”.

Aggiunge: “Questa e’ molto piu’ difficile da verificare e richiederà studi accurati sulla risposta immunitaria”. Per l’esperto due sono i punti importanti: “la generale benignità del decorso dell’infezione per la maggioranza delle persone, soprattutto quelle giovani – dice – e la necessità di continuare nelle misure di contenimento per abbattere il piu’ possibile il numero dei casi. Se anche il rischio di forme critiche o potenzialmente letali e’ basso, non possiamo permetterci di non fare tutto il possibile per proteggere chi a rischio e’. Inoltre la criticità maggiore di questo virus non è la letalità, che rimane sostanzialmente concentrata sulle persone piu’ fragili, ma l’incidenza delle forme che richiedono assistenza ospedaliera. Serviranno ancora almeno due-tre settimane per avere un’idea precisa sull’efficacia delle misure e sull’andamento dell’epidemia. Dobbiamo collaborare tutti, senza panico ingiustificato ma con senso di responsabilità”.

Seconda vittima nelle Marche, aveva una patologia pregressa

Il coronavirus nelle Marche fa una seconda vittima: si tratta di un sessantenne, con patologia pregressa, ricoverato nell’ospedale Marche Nord di Pesaro. Lo ha confermato il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, che ha espresso ai familiari della vittima la sua vicinanza. Il Gores, il gruppo operativo regionale che sta coordinando l’emergenza, ha comunicato che è terminato questa notte l’esame dei 54 tamponi effettuato ieri dal reparto di virologia dell’ospedale regionale di Torrette: in totale, nella giornata di ieri, sono stati rilevati 26 tamponi positivi, 22 dei quali nel Pesarese, che risulta l’area più colpita 3 nell’Anconetano, 1 nel Maceratese. Salgono quindi a 61 i casi positivi di coronavirus nelle Marche: 55 nella provincia di Pesaro-Urbino, 5 in quella di Ancona, 1 in quella di Macerata, dove e’ stato accertato che il paziente proviene dalle zone a rischio del nord Italia. 

Brussels Airlines estende il taglio dei voli sull’Italia

Brussels Airlines ha esteso la riduzione del 30% dei voli verso l’Italia fino al 28 marzo a causa del calo della domanda di partenze causato dal diffondersi del coronavirus. La controllata di Lufthansa aveva gia’ ridotto la frequenza dei voli fino al 14 marzo a Milano (Linate e Malpensa), Roma, Venezia e Bologna “al fine di limitare l’impatto economico negativo sulle sue attivita’”. La compagnia belga e’ “costretta ad estendere le misure e a ridurre la propria offerta di voli del 30%” verso queste destinazioni, alle quali e’ stata ora aggiunta Torino, tra il 16 e il 28 marzo”, ha dichiarato la compagnia aerea in un comunicato. Il taglio e’ di circa quattro voli al giorno, ha spiegato un portavoce della compagnia. L’Italia e’ il Paese in Europa piu’ colpito dall’epidemia. Brussels Airlines ha anche affermato “di studiare misure economiche, come la disoccupazione tecnica temporanea”, e ha esteso “il blocco delle assunzioni a tutta la compagnia”.
Il rallentamento della domanda causato dalla diffusione dell’epidemia ha portato molte compagnie europee a ridurre i loro programmi di volo e ad attuare misure di risparmio.Positivo un dipendente Rai, ricoverato allo Spallanzani

Rai rende noto che e’ stato riscontrato un caso di positività al coronavirus tra i dipendenti dell’azienda. Il dipendente è stato in trasferta in zona gialla e non ha avuto accesso ai presidi aziendali negli ultimi dieci giorni. L’uomo, informa la Rai, è risultato positivo al primo tampone e si trova attualmente ricoverato all’ospedale Spallanzani in buone condizioni. L’Azienda è da giorni impegnata in un costante presidio di tutela dei propri dipendenti dall’epidemia. Le misure sono state ulteriormente rafforzate in queste ore e la Rai ha emanato nuove disposizioni per innalzare ulteriormente il livello di attenzione per chi si trova o si e’ trovato nei pressi delle aree rosse e gialle.

Cinque nuovi casi dal Belgio, tutti provenienti dal Nord Italia

Il ministero della Salute in Belgio ha annunciato 5 nuovi casi di infezione da Coronavirus nel paese, che portano il totale delle persone contagiate a 13. Tutti i nuovi casi riguardano persone tornate recentemente da un viaggio nel Nord Italia. I pazienti presentano sintomi moderati come febbre, raffreddore o tosse. Due pazienti risiedono nelle Fiandre, uno a Bruxelles e altri due in Vallonia. Il laboratorio di riferimento della Kuleuven ha effettuato 243 test nel corso della notte.

Raggi: “A Roma la situazione è sotto controllo”

“Dobbiamo seguire quello che dicono il Governo e la Regione Lazio che sono le autorità sanitarie preposte, in questo momento stanno cercando di fare un lavoro unitario in tutto il Paese. Noi ci atteniamo a quelle che sono le indicazioni di Governo e Regione. In questo momento ci dicono che hanno la situazione sotto controllo, sono loro che ne hanno il polso e noi ci adeguiamo: questo questo deve fare un ente locale”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, a margine della inaugurazione di una area giochi nel parco di Tor Fiscale, interpellata in materia di prevenzione del coronavirus.

Papa Francesco è negativo al coronavirus

Papa Francesco, colpito da un raffreddore, “si sarebbe sottoposto per precauzione al tampone, risultato ovviamente negativo. ‘È solo una lieve indisposizione'”. Lo scrive il quotidiano ‘Il Messaggero’ che parla anche di un Vaticano “desolatamente vuoto e perfino un po’ orfano delle folle compatte di turisti”.

Mercoledì sera Papa Francesco “ha fatto ritorno a Santa Marta dopo una intera giornata trascorsa al vento di tramontana di piazza San Pietro e alla processione dell’Aventino, ha cominciato ad accusare i classici sintomi del raffreddamento. Tosse qualche linea di febbre, ma di gola, brividi”, scrive il quotidiano che sottolinea: “I suoi medici sono immediatamente intervenuti per i controlli del caso. Naturalmente gli è stato fatto anche il tampone per vedere se fosse coronavirus ma l’esito è stato fortunatamente negativo, così il Papa ha continuato la sua attività alleggerendola di parecchio, lasciandosi solo gli incontri mattutini a Santa Marta. Ha dovuto pero’ rinunciare anche alla settimana ad Ariccia, alla casa del Divin Maestro, dove per sette giorni tutta la curia è in ritiro spirituale”. 

In Cina 7 persone rientrate da Bergamo sono positive

La contea di Qingtian, in Cina, ha avvertito i propri concittadini di evitare i viaggi e a “ridurre gli spostamenti” a causa del rischio di un ritorno dell’epidemia di coronavirus, in regressione nel Paese, dopo un aumento dei casi di persone tornate dall’Italia negli ultimi giorni. Al di fuori della provincia dello Hubei, da dove si è diffusa l’epidemia, ieri si sono registrati solo undici casi di nuovi contagio, sette dei quali proprio nella contea di Qingtian e tutti riconducibili a cinesi impiegati in un ristorante di Bergamo dove lavorava anche la prima donna cinese risultata positiva al test dopo il ritorno dall’Italia.

“Stiamo cercando di prendere le distanze dal virus, ma quello che non può essere spezzato sono le relazioni di sangue tra cinesi all’estero e le loro famiglie nelle loro città”, si legge in una nota diffusa sui social dall’amministrazione di Qingtian. “Per la sicurezza e la salute della vostra famiglia, per favore rafforzate le precauzioni, decidete con attenzione i vostri piani di viaggio e riducete gli spostamenti”.

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Commissione Nazionale per la Sanita’ cinese, nella giornata di ieri si sono registrati solo 125 nuovi casi di persone che hanno contratto il coronavirus nel Paese, ai minimi dal 21 gennaio scorso, quando i numeri dei nuovi contagi si impennarono per la prima volta. 


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