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Coronavirus: sommossa in carcere a Modena, tre i detenuti morti

Cronaca

Nel Casa Circondariale di Modena una cospicua rappresentanza di detenuti hanno inscenato una pesante rivolta in segno di protesta per contestare le misure altamente proibitive indette a causa del emergenza sanitarie del Coronavirus

Monica Montanaro

L’emergenza Coronavirus si è insediata anche dietro le sbarre di un carcere. Nella giornata di domenica 8 marzo è scoppiato un sommovimento dei carcerati nella Casa Circondariale di Modena. All’incirca 530 reclusi hanno dato vita a una vera protesta per manifestare ai vertici del Penitenziario e alle istituzioni italiane tutta lo loro contrarietà rispetto alle misure eccessivamente proibitive, che penalizzano i colloqui con i familiari, a causa dell’epidemia del Coronavirus. Nella rivolta carceraria tre detenuti sono rimasti uccisi e altri due versano in condizioni critiche, ricoverati in ospedale nel reparto di rianimazione. 

Il clima all’interno del carcere di Modena è rimasto teso fino alla serata di ieri e l’incolumità degli agenti penitenziari è stata messa veramente a dura prova dovendo fronteggiare una sommossa generale pericolosa. Questi ultimi hanno cercato di contenere la ribellione e di riappropriarsi della struttura carceraria provando a rientrare all’intero del Penitenziario. Nel frattempo gli inquirenti stanno conducendo le indagini per appurare chi siano i responsabili e la dinamica dell’evento sovversivo collettivo.  

Pronta la reazione del segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante, e del segretario nazionale della stessa sigla sindacale,  Francesco Campobasso, i quali hanno rilasciato le loro dichiarazioni in merito al sommovimento verificatosi nel carcere di Modena: “Devastato anche il carcere di Modena dopo quello di Salerno e di Poggioreale, trasferiti 70/80 detenuti in altre carceri. Si tratta solo di quei detenuti che erano riusciti a raggiungere il cortile, per tentare di evadere. Al momento, – comunica Durante – ci riferiscono i colleghi, gli altri detenuti si trovano all’interno del carcere, dove sono barricati e probabilmente in possesso di armi improprie. Si sta valutando come e quando intervenire per ripristinare la legalità, all’interno di un carcere che, da quanto ci viene riferito, è ormai completamente distrutto”.

Insomma, la situazione delle carceri italiane, vedi le ultime proteste, è a livelli allarmistici, ciò mette a repentaglio la sicurezza interna dell’Italia. Il segretario del Sappe durante il comunicato stampa ha informato la popolazione raccontando i dettagli della sommossa carceraria: “Sembra sia stato addirittura incendiato anche l’ufficio matricola, dove sono custoditi i fascicoli dei detenuti”. Poi il segretario ha manifestato le sue perplessità sulla situazione precaria delle carceri italiane a rischio emergenza sicurezza per gli agenti che operano in condizioni di disagio assoluto: “Da tempo stiamo dicendo che nelle carceri non c’è più sicurezza, un solo agente deve gestire 70-80 detenuti e non si riesce più a garantire l’ordine”.    

“Una situazione rispetto alla quale dovrebbero assumersi la responsabilità morale alcuni politici e amministratori che hanno governato il sistema penitenziario negli ultimi anni. Riteniamo anche assolutamente inopportuna la richiesta di indulto e amnistia fatte in questi giorni da alcune associazioni in piena emergenza Coronavirus”, sono le parole incisive dette a conclusione del suo intervento da Giovanni Battista Durante. 


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