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L’appello della governatrice: “Calabresi fermatevi, la nostra Sanità non è in grado di reggere il contagio”

Calabria

“Già il primo decreto aveva determinato molti arrivi. Il commissariamento ha chiuso ospedali, effettuato tagli pesanti e impedito le assunzioni”, spiega Jole Santelli 

© Pierpaolo Scavuzzo / AGF – Jole Santelli

“Cari calabresi, è una follia. Fermatevi! L’esodo incontrollato porterà all’aumento esponenziale del contagio anche da noi”. È l’appello della governatrice della Calabria, fresca di nomina, Jole Santelli che in un’intervista a La Stampa si dice preoccupata per l’impatto sulla sanità della sua regione:” È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza” afferma.

Per Santelli il timore è che “già il primo decreto sulla zona rossa aveva determinato l’arrivo in Calabria di molte persone provenienti da lì”, ma il decreto di sabato scorso “che non ha previsto contromisure per le regioni del Sud, ha dato il via a un esodo di massa”, cosicché, ragiona Santelli, “il timore di una diffusione massiva del contagio anche nelle nostre regioni è una possibilità realistica”.

E la sanità calabrese potrebbe non sopportare questo impatto perché “sottoposta da anni a piano di rientro, a commissariamento ed infine c’è stato il decreto Calabria”, cosicché “la ‘cura’ ha debilitato fortemente il paziente ‘sanità calabrese’”. 

“Sono stati chiusi ospedali, effettuati tagli molto pesanti – spiega Santelli – non sono state autorizzate assunzioni di personale. Risultato: abbiamo una sanità che già boccheggia per offrire un servizio sufficiente. Fronteggiare un’emergenza che ha portato al collasso una sanità modello come quella lombarda fa venire decisamente i brividi” perché “abbiamo necessità di ulteriori 50 posti letto in Terapia intensiva e 140 posti tra Malattie infettive e Pneuomologia”. E affinché “possiamo riuscirci c’è bisogno di attrezzature e di personale medico e paramedico”, conclude Santelli.


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