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Il trump furioso per il coronavirus che gli rompe l’economia si vendica contro l’europa

Estero

 Trump nella illustrazione di Antonella Martino

di stefano vaccara

 NEW YORK – “Il più incredibile presidente della storia americana ha cercato disperatamente di apparire di colpo credibile per annunciare al popolo americano i provvedimenti che avrebbe preso per mettere sotto controllo il coronavirus covid-19. Così quello stesso presidente che fino a pochi giorni fa diceva che era “tutto un imbroglio” dei democratici per cercar di fargli perdere la presidenza e che il virus sarebbe andato a “zero” contagi in pochi giorni ha dismesso quel suo tono strafottente ed è apparso in diretta tv dalla Casa Bianca teso, nervoso, respirando in modo affannato e, dopo aver ricordato che la World Health Organization aveva stabilito che ora si tratta di una pandemia, ha detto che non bisogna aver paura perché “il governo federale è pronto a rispondere con velocità e professionalità”. Almeno per quanto riguarda la nostra impressione, invece di infondere agli americani la sensazione di essere in controllo della situazione, Trump è apparso ancora una volta per quello che è: un incompetente fuori controllo”.

È quanto scrive Stefano Vaccara, direttore del giornale bilingue La Voce di New York.

“Trump ha annunciato la sospensione dei voli dall’Europa (Esclusa la GB, che però ha già oltre 400 contagiati…) verso gli Stati Uniti. Qui Trump ha creato subito confusione: infatti ha detto che i voli dall’Europa saranno sospesi a partire da venerdì, ma poi si è saputo dal Department of Homeland Security che il “blocco” è solo per gli stranieri, ma non per i cittadini americani e per i residenti in USA: ma allora partiranno aerei da Roma a New York ma solo con a bordo cittadini USA e residenti?
Trump non ha mai usato parole di conforto o vicinanza nei confronti dell’Italia e degli italiani che con coraggio stanno affrontando l’attacco più pericoloso del virus finora in Europa; ha invece avuto un tono accusatorio nei confronti degli europei, secondo Trump “incapaci di prendere alcune precauzioni” come invece avrebbero fatto gli Stati Uniti per contenere il coronavirus. Davvero? Veramente in quasi ogni stato USA abbiamo dei contagiati, arrivati ormai a più di 1200, ma potrebbero essere molti di più, dato che negli Stati Uniti i test a disposizione per accertare i contagiati sono ancora pochissimi.
Eppure Trump è sembrato “vendicativo” nei confronti dell’Europa: “Abbiamo fatto una mossa salvavita all’inizio con la Cina, ora dobbiamo prendere la stessa decisione con l’Europa”, ha detto il presidente USA in un discorso in diretta televisiva in cui ha continuato a “naschiare”, ispirando così forte dal naso (raffreddato? ahi) da far sentire l’affanno nei microfoni. Per Trump, insomma, la “colpa” che il coronavirus sia entrato negli Stati Uniti sarebbe solo dei viaggiatori europei che adesso dovranno essere esclusi.
Tutto qui? Spezzeremo le ali agli europei per battere il coronavirus? In effetti Trump non ha parlato di quarantena, di cancellazione di grandi eventi sportivi (subito dopo il suo discorso si è però saputo che la MBA ha sospeso le partite del campionato), insomma non ha annunciato decreti drastici come quelli di Giuseppe Conte. Ha solo detto di seguire le indicazioni delle autorità su come comportarsi. Però ha elencato gli aiuti economici e finanziari d’emergenza che il governo federale metterà a disposizione delle piccole aziende e di alcuni settori professionali colpiti dal coronavirus. Questi provvedimenti includono il deferimento delle tasse per certe attività che sono state colpite dalla crisi del coronavirus.
Già, l’economia che se frenasse di colpo in questo anno elettorale diventerebbe il tallone d’Achille che farebbe perdere la Casa Bianca a Trump a favore di Joe Biden, messa al centro di un discorso che invece avrebbe dovuto concentrarsi sul come meglio confrontarsi con un grave pericolo di salute pubblica. Trump quindi non poteva che buttare tutta la sua foga fino a quel momento per nulla convincente, per dire: “Questa non è una crisi finanziaria, questo è solo un momento temporaneo che supereremo come nazione e anche come comunità mondiale”. Trump cioè ha cercato di rassicurare gli americani, mentre Wall Street intanto registrava le più grandi cadute dal 2008, dicendo che l’economia USA è forte e resistente all’impatto di qualsiasi virus “perché le nostre banche e istituzioni finanziarie sono ben capitalizzate e forti”.
Come se il coronavirus fosse solo una questione di soldi e non comportasse drastici cambiamenti nel modo di vivere e sopratutto una sanità pronta e soprattutto pubblica.
Già lo stesso giorno, durante una interrogazione al Congresso, c’è stata la testimonianza dello scienziato Anthony Fauci, il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, membro importante della task force di Trump contro il coronavirus, che questa volta non è apparso più così “calmante” come nelle settimane scorse, quando era stato addirittura accusato di essere stato “imbavagliato” da Trump.
“Dobbiamo ormai assumere che la situazione diventerà peggio, peggio e ancora peggio”, ha detto il Dott. Fauci al Congresso. Sembra che il Dr. Fauci abbia anche lui scoperto (o si è ormai rassegnato?) che gli Stati Uniti, il Paese più potente del mondo, per combattere contro quella che la WHO chiama finalmente pandemia (con gravissimo ritardo!) dovranno attrezzarsi a farlo con il peggiore presidente della loro storia”. 


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