fbpx

L’esercito della Scuola italiana

Interviste & Opinioni

Stiamo così, senza il loro inevitabile e piacevole vociare, sottofondo necessario e stimolante, senza i loro occhi e le loro inflessioni dello sguardo che guidano la nostra voce. Siamo ininterrottamente dietro a smartphone e pc per catturare più di prima il loro interesse funzionale a una formazione che non dobbiamo e vogliamo arrestare. Ce lo impone, posso dirlo con fermezza, un rispolverato senso del dovere prima di ogni decreto ministeriale. Noi docenti, guidati dall’esempio di Dirigenti scolastici che rimangono presenti al loro servizio, ci siamo riscoperti innamorati davvero dei nostri ragazzi, proprio quelli che ogni tanto riprendiamo, che interrompono la lezione sia pur per andare in bagno, che si distraggono, che richiedono pausa e ritmo umano. Grande sperimentazione quella della scuola italiana in questo periodo storico, che si misura con formazione a distanza articolata nelle più svariate piattaforme e modalità di smart working. La scuola c’è, ha risposto con fattive alzate di mano allo Stato che, Costituzione docet, ci chiede di seguire i nostri studenti anche da casa per raggiungerli virtualmente in ogni loro casa, per non spezzare l’elastico vitale di quella didattica che ora più che mai insegna, sola, solida, perché resiste alla distanza e scavalca le presenze fisiche. Non dimentichiamolo quando rientreremo in classe, la nostra Scuola è vita e i nostri ragazzi pietre preziose incastonate nelle esperienze professionali di ogni docente. Senza quell’allievo che ci chiede di ripetere più volte il senso di una regola, senza quella risatina che vorremmo condividere con loro, senza il rumore stridulo delle sedie tirate sotto i banchi, non tasteremmo la bellezza intrinseca che ha il mestiere più bello del mondo. Sperimentata di necessità la didattica a distanza, difendiamo la scuola tradizionale, vanto e diamante della cultura italiana. Guardare i ragazzi mentre leggiamo insieme la Costituzione Italiana, sentire i loro respiri sospesi, a tratti presi dalla grandezza di chi l’ha scritta, moderare le loro curiosità acerbe e le loro critiche veloci non ha prezzo. È quella parte dello stipendio senza cifre che ci ripaga di tutto. Viva il grande esercito della Scuola italiana.

Evelyn Zappimbulso


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE