fbpx

Il governo e il corona virus pandemico

Politica italiana

di Antonio Vox

Le iniziative dell’Italia, per contrastare la diffusione del virus, sono lodevoli.

Possiamo solo osservare, però, che sono arrivate in ritardo: un ritardo colpevole che giustifica la dimensione odierna del contagio.

Quando si governa, infatti, non mi stancherò mai di dirlo, è essenziale prevedere e anticipare gli scenari del futuro prossimo. Non guardare al di là del proprio naso è una grande pecca che diverta difetto nella classe politica che, se non dotata di questa attitudine, diventa pericolosa per il Paese tutto e, perciò, è meglio che si faccia da parte.

Nella fattispecie, l’Italia aveva tutti i segnali e spie d’allarme utili per organizzarsi in tempo; organizzazione e non burocrazia.

L’Italia conosceva, anche, tutti i fattori necessari, e già sperimentati in Cina, per un progetto efficace di contrasto al virus.

I giornali citano testualmente: “A Hong-Kong e Singapore la chiave del successo è stata l’adozione delle seguenti misure: confinamento dei focolai e restrizioni rigorose agli spostamenti; creazione di una cabina di regia unica; immediato incremento delle unità di cura intensiva; reclutamento di medici specialisti; controllo dell’informazione, per evitare la diffusione di allarmismi e fake news.”.

Ora, infine, ci si è messi sul giusto binario; il popolo risponde ritrovando l’unità ed il senso patriottico.

Le polemiche non hanno, oggi, diritto di cittadinanza.

Che ha fatto, però, la politica?

Vista la mala parata, dopo un primo periodo di dichiarazioni contrastanti e confusionarie, essa si è affidata, completamente, alla comunità scientifica.

Si è tolta d’impaccio con lo slogan “gli esperti vogliono questo” molto simile all’abusato slogan “lo vuole l’Europa”.

Così possiamo senz’altro sostenere che, dal punto di vista tecnico scientifico sanitario, siamo sulla strada giusta.Tuttavia, non si è rinunciato, dopo essere stati gli untori del mondo,  ad una campagna demagogica del tipo: siamo bravi, ci copiano tutti, siamo un esempio per tutti, siamo uniti, siamo nazione, …; temi di pieno appannaggio della maggioranza politica, con l’opposizione che rincorre, perché non ha altre chance, tentando di ridurre il danno di consenso con il messaggio che anche lei, l’opposizione, pensa solo al Paese.

Ma la politica, oltre ciò, che fa? Cincischia, nel mare della ignoranza.

Il governo non riesce al guardare al futuro, a vedere un domani oltre la propria punta del naso.

Ovviamente, dipende dagli uomini al governo, che non hanno, certo, l’attitudine ad una visione integrata necessaria in questa complessità, resa ancora più caotica dalla globalizzazione.

A cosa ci riferiamo?

Al fatto che sfugge, incredibilmente, al nostro governo, il fatto che siamo di fronte ad una pandemia.

Su questo punto, l’affannosa giustificazione è che l’Europa tutta dovrebbe intervenire, deve fornire sostegno.

“L’Europa solidarizzi con l’Italia e non la ostacoli” ha detto il Presidente Mattarella!

Ora, non è sintomatico che, dopo tutti questi anni, durante i quali l’Italia si è sempre lamentata della inesistenza della Europa, oggi anche con il suo Presidente, non si prenda semplicemente atto della situazione e si continui a cercare, ostinatamente, una isola che non c’è?

Non siamo forse un popolo assurdo e, tutto sommato, per niente pragmatico e un po’ patetico?

Siamo di fronte ad una pandemia!

E non c’è nel governo e nei media la reale consapevolezza di questo fenomeno globale.

Si parla e si scrive di Europa e Stati Uniti; nulla su Russia, Africa, Medioriente.

Questo è già la spia di una visione “settoriale” del mondo, che di per sé è infantile, superficiale e incapace di una progettualità integrata.

Basta conoscere che molte nazioni africane (Etiopia, Kenya, Arabia Saudita) hanno continui e stretti contatti operativi con la Cina.

Le compagnie aeree hanno bloccato i voli da e per la Cina. Tuttavia, la Ethiopian Airlines, usata dalla metà dei cinesi che si trasferiscono in Africa, è ancora operativa. 

A questo si aggiunga le storiche interazioni tra Algeria e Francia e l’intenso traffico di musulmani asiatici e cinesi in Arabia.

Ben diciotto Paesi africani ospitano focolai del corona virus, nei quali l’OMS ha inviato una task force di 62 specialisti, consapevole della carenza strutturale, nell’area, di comparti sanitari adeguati, di unità di terapia intensiva, di attrezzature essenziali, di ambienti per la quarantena.

Non ci vuole molto per rendersi conto che tanta gente raggiunge, senza alcun controllo, l’Egitto, il Sudan, la Nigeria e il Mali, per approdare, infine, in Libia e da lì, in Italia.  

L’Africa è una bomba ad orologeria perché non dispone dei mezzi necessari per contenere l’epidemia.

L’altro tema è la considerazione che, i lunghi tempi di incubazione (14 gg) del virus e la sua lunga vitalità sulle superfici (9 gg) rendono quasi impossibile un controllo, in tempo reale, della diffusione virale perché gli effetti delle iniziative di oggi si vedranno molto più in là.

Quindi, quando l’onda dei contagi in Italia sarà scemata, ne avremo il picco negli altri Paesi come Francia, Germania, Stati Uniti, Inghilterra, Africa.

Con tali premesse, supponiamo di aver bloccato la diffusione del virus in Italia, dopo tanti sacrifici di limitazioni delle nostre liberà di movimento; dopo tante perdite economiche dovute al totale blocco delle attività produttive e di servizio; dopo aver cantato l’inno nazionale dai balconi.

Ebbene:

  • quale è il progetto specifico del governo sulla immigrazione che, oggi, diventa non più oggetto di contendere fra buonisti e fascisti ma fra salute e malattia?
  • Quale è il progetto specifico delle interazioni economico produttive con gli altri Paesi?
  • Dovremo attenderci, da sani questa volta, un ulteriore blocco delle attività economiche globali, semplicemente perché del tutto integrate, con gli effetti disastrosi che tutti possono immaginare?

È un bel problema per il governo che deve prepararsi in tempo, consapevole che il nemico è pandemico e che è necessario e vitale una progettualità fattibile, equilibrata, integrata.

Antonio Vox


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE