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La denuncia dei giovani medici destinati al fronte «Aiutateci ad aiutarvi»

Puglia

In Puglia 45 medici contagiati. Cifre in aumento  

Tamponi agli operatori sanitari

 Di Riccardo Guglielmi

 Franco Lavalle, dirigente ospedaliero del Policlinico di Bari e Segretario regionale  USSMO, chiede a Emiliano tamponi per tutti gli operatori sanitari.  Aumentano i medici contagiati in Puglia: 36 ospedalieri, 9 tra medicina generale e territorio. Un medico contagiato può trasmettere in modo esponenziale il contagio.

Giorgio Calabrese a nome di migliaia di giovani medici, in un accorata lettera pubblicata sul suo profilo FB, indirizzata a tutti  ma in particolare agli amministratori della cosa pubblica, chiede formazione pratica e accesso alle specializzazioni.

Generazioni diverse ma con lo stesso obiettivo: farsi fornire armi efficaci e proporre, da esperti,  la strategia migliore per vincere la guerra che Covid 19  ha dichiarato al genere umano.

La denuncia dei giovani medici merita approfondimento e riflessione. Laurea in medicina abilitante, chiamata di medici, appelli e richieste di aiuto dall’estero, sono i segnali di una classe di amministratori che, dopo aver imposto una burocrazia esasperata, sottratto risorse e depauperato per decenni di uomini e mezzi la nostra sanità, vuole correre ai ripari con provvedimenti che in questa congiuntura fanno evocare l’immagine dell’elefante che si muove in un negozio di cristalli. Tante sono le remore di chi da decenni è sul campo in un settore come quello della sanità dove alle indiscusse basi teoriche, sempre in aggiornamento, deve essere associata una vera formazione operativa e pratica che il giovane neolaurato in medicina o nelle professioni sanitarie non ha assolutamente e non certo per colpa sua. I 6 mesi di tirocinio in ospedale prima di sostenere l’esame di stato, cioè l’abilitazione alla professione, sono le fondamenta per lavorare in sicurezza per sé e per la comunità. Questi ragazzi ora non possono sostituire chi ha l’esperienza, in una professione dove è necessario avere manualità ed essere padroni della tecnologia. Non si può mandare al fronte e proprio sulla linea di fuoco, la meglio gioventù  che ora il paese ha. Questi ragazzi non sono carne da cannone.  Quando l’esito di una guerra sembrava scontato Napoleone, Hitler, Stalin, hanno arruolato i bambini; non dimentichiamo i ragazzi del 99 inviati senza maschere antigas a combattere gli austriaci. Oggi paghiamo le conseguenze della scellerata politica dello SPARAGNO e della mancata formazione operativa, con blocchi di accesso alle scuole di specializzazione e alla formazione di medicina generale.  E’ proprio dalla nostra meglio gioventù che si eleva la  drammatica denuncia per richiedere di puntare sulla specializzazione, investire nella sanità per avere più armi a disposizione.  

Ora sono i cittadini che chiedono misure di tutela da fornire a chi oggi è sul campo e a chi domani si troverà sotto il fuoco. Sono urgenti i presidi sanitari di sicurezza, maschere, camici, guanti. Alla limitazione necessaria delle libertà individuali si deve aggiungere la politica dei controlli. Non è tecnicamente possibile controllare 60 milioni di italiani. Gli amministratori emanino provvedimenti e forniscano risorse per far controllare con tampone rino faringeo, l’unico certificato dall’Istituto superiore di sanità, tutti gli operatori sanitari sul campo, senza distinzione demagogica tra pubblico e accreditato. Non dimentichiamo i farmacisti, categoria a serio rischio, per l’instancabile mole di lavoro che sul territorio quotidianamente svolgono, le Forze dell’ordine, agli addetti alla distribuzione alimentare e a tutti i pazienti che si ricoverano in ospedale per tutte le altre patologie sempre presenti che non hanno chiesto le ferie o hanno dichiarato sciopero. Questi ultimi potrebbero essere portatori sani con conseguente aumento del rischio di contagio durante la degenza.  Nello logica dello SPARAGNO non mancano le voci di chi sostiene che trattasi di provvedimenti dai costi elevati ma a qualcuno sfugge che il costo di pochi euro di un tampone non è certo paragonabile ai costi di un giorno di degenza in terapia intensiva rianimatoria. 

Ecco la lettera integrale del dott. Giorgio Calabrese e il link dell’intervista a TG Norba 24 del dott. Franco Lavalle, entrambe estratte dai rispettivi profili su FB.

“Cari politici tutti, senza distinzioni di partito o colore politico, 
Chi vi scrive è un giovane medico, uno dei tanti che si sente inerme davanti a tutto quello che sta accadendo nel nostro Paese!

Uno dei tanti che ora vorrebbe poter avere maggiori competenze per poter dare una mano ai colleghi della Lombardia, uno dei tanti che vorrebbe sentirsi più utile!

Noi medici non specialisti, facciamo tutti la nostra parte sul territorio, chi come medico di continuità assistenziale, chi come sostituto di medici di medicina generale, chi nei pronto soccorsi o nelle case di riposo. Nel nostro lavoro spesso ci troviamo a gestire situazioni non facili, prendendo decisioni che non siamo ancora pronti a prendere.
Siamo formati a metà, come a metà sono formati i circa 10000 medici abilitati d’ufficio, che credete vi possano salvare dai vostri errori, buttandoli in trincea in questa GUERRA, come carne da macello. Negli anni avete commesso numerosi errori e continuate ancora a commetterne, nonostante la realtà sia ora sotto gli occhi di ogni persona.
Avete impoverito la sanità come se fosse un qualcosa di superfluo, di non necessario, di secondario, rimandando di anno in anno un problema che avreste già dovuto risolvere, pensando prima ai vostri interessi politici ed economici.

E ora cosa fate? Pregate in ginocchio i medici specialisti affinché vadano in Lombardia per evitare una catastrofe già in corso, chiedete ai medici in pensione di andarsi a suicidare per i VOSTRI errori, chiedete ai medici cinesi di accorrere in nostro aiuto.
Quello che state facendo è cercare solo di mettere una toppa su una falla creata in anni ed anni di politiche sciagurate, proponete contratti indegni, in libera professione e senza alcuna tutela. 
Ci state chiedendo in sostanza di sacrificare la nostra vita per quella altrui, perché si, anche noi ci ammaliamo e moriamo  come tutti, però per noi non ci sono garanzie.
Volete l’aiuto di specialisti che NON ESISTONO, perché vi siete ostinatamente rifiutati di formarli, nonostante siano anni che vi poniamo davanti al problema.
Gli anestesisti rianimatori, gli pneumologi, gli igienisti, gli infettivologi, che tanto disperatamente cercate, NON CI SONO! E se ci sono, si trovano all’estero e non torneranno perché li avete pugnalati alle spalle, svilendoli e privandoli di ogni dignità!

Avete solo saputo tagliare e risparmiare sulla sanità… risparmiare sui posti letto, sugli stipendi di medici e infermieri, che ora tutti improvvisamente chiamate eroi, risparmiare sulla salute delle persone!

Ci avete messi nelle condizioni di lavorare come bestie, nel precariato, senza protezioni, con turni di lavoro massacranti, senza gratificazioni, facendoci sentire pedine sacrificabili e spingendoci ad odiare un Paese ed un lavoro che, in realtà, amiamo e sempre ameremo!

Non siamo eroi ma vogliamo curare le persone con il massimo dei mezzi e delle risorse che si possano avere, non arrangiandoci continuamente, mettendo a rischio noi stessi e soprattutto i nostri pazienti! 

Vogliamo che, finita questa tragedia, vi mettiate una mano sulla coscienza e mettiate la sanità al primo posto, dove merita sempre di stare! 

Vogliamo essere messi nelle condizioni di non dover fuggire all’estero per poter lavorare con dignità. 

Vogliamo uno stato in cui un medico possa avere la possibilità di completare la sua formazione e non venga lasciato “mutilato” solo per poterlo pagare meno.
Vogliamo uno stato in cui un ricercatore non guadagni 1000 euro al mese con contratti ridicoli.
Vogliamo una sanità equa e funzionale su tutto il territorio nazionale, dove chi si cura al sud possa avere lo stesso trattamento di chi lo fa al nord!
Vogliamo uno stato SERIO, che dimostri di avere a cuore ciò che è davvero importante, ora più che mai!

A tutti i cittadini italiani chiedo di non chiamarci eroi e di non dedicarci applausi dai balconi! 
Chiedo solo di ricordarvi di questi giorni difficili perché quello che facciamo in questi giorni è quello che facciamo sempre!

Siamo umani come voi e come voi possiamo sbagliare, spesso perché costretti a lavorare in condizioni pessime e con pochi strumenti.

Non applauditeci ora, ma rispettate sempre il nostro lavoro.
L’efficienza della sanità la dovete pretendere da chi votate e non dagli operatori sanitari che sputate, picchiate e denunciate quando le cose non vanno come vorreste! 
Se un vostro parente viene lasciato ore o anche giorni in pronto soccorso su una barella prima di poter essere ricoverato non è colpa del medico o dell’infermiere, sappiatelo!
Se un medico commette qualche errore è possibile che sia stanco, perché non ci sono colleghi a sufficienza per dargli il cambio e permettergli di riposare!

Quindi lottate insieme a noi, e non contro di noi, quando tutto questo sarà finito, per pretendere una sanità veramente efficiente e funzionale. Per pretendere medici e infermieri riposati e non frustrati, che possano dedicarsi a voi al 100% delle loro possibilità!

Fateci specializzare… AIUTATECI AD AIUTARVI!

Dott. Giorgio Calabrese”

– Intervista dott. Franco Lavalle, Segretario regionale USSMO
http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=88303&fbclid=IwAR1Ei6vkcnFAZZNP443PQ1VgdzviHQehz6i9uOCTSaA9NkH-wcgwDlNpniU#.XnfEGJxGTwM.whatsapp

# Iostoincorsia  #Turimaniacasa 

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico del Corriere Nazionale

redazione@corrierenazionale.net

 


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