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La Guardia Finanza dona alla Asl di Taranto 7.000 mascherine sequestrate

Cronaca

Monica Montanaro

Ancora una retata messa a segno dalla Guardia di Finanza. Il nucleo di Taranto ha sequestrato qualche giorno fa settemila mascherine Ffp1 e chirurgiche mentre erano impegnati in una serie di perquisizioni autorizzate dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone che opera alla Procura di Taranto. Gli uomini della Gdf hanno fatto un gesto filantropico donando l’intero materiale requisito all’Asl jonica.

Purtroppo con l’imperversare della pandemia da Coronavirus i furbetti di turno hanno approfittato dell’emergenza in corso dando vita a un vero e proprio mercato illecito, commercializzando a prezzo alterato le diverse tipologie di dispositivi di protezione personale. Ormai gli apparati investigativi hanno riscontrato un giro sotterraneo di vendita non legale, a prezzo inflazionato, delle mascherine che vengono immesse nel circuito commerciale al costo “gonfiato” di 35 euro cadauna. Dopo la normazione del decreto “Cura Italia” le forze dell’ordine hanno avuto l’input per dare il via alle sequenza di sequestri. Hanno sottratto una grossa quantità di dispositivi sanitari dalle mani degli speculatori, e, dopo un’attenta analisi per appurare se il materiale fosse a norma e secondo i canoni standard di produzione,  hanno proceduto alla distribuzione gratuita presso tutti i nosocomi.

Dopo la prima lauta elargizione all’Asl tarantina nella giornata di eri, la Finanza di Taranto, inoltre, ha condotto un ulteriore azione di sequestro,  confiscando un altro carico di  23.000 mascherine che verranno ugualmente consegnate nella disponibilità della Asl di Taranto.

Il momento importante della consegna dei dispositivi sanitari da parte del tenente colonnello Antonio Antonucci, comandante del Nucleo Polizia Economica Finanziaria, e del  tenente colonnello Maniglio, comandante Gruppo Taranto della Guardia di Finanza nelle mani del direttore generale della Asl Stefano Rossi e del direttore sanitario Vito Gregorio Colacicco è avvenuta nell’area d’accesso dell’ospedale Moscati di Taranto.


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