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Oltre 10 mila morti in Italia. Guariti in forte crescita

Cronaca

Al 28 marzo in Italia si registrano 5.974 casi in più rispetto alla giornata precedente. I decessi salgono a quota 10.023, 889 in più dopo l’incremento record di 969 morti del 27 marzo. Accelerano i contagi in Spagna e in Usa, dove New York rischia di diventare il maggior epicentro mondiale dell’epidemia. La Russia chiude le frontiere 

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Al 28 marzo in Italia si registrano 92.472 contagi totali da coronavirus, con un incremento di 5.974 rispetto alla giornata precedente, quando ne erano stati registrati 5.959 in più. È l’ultimo bollettino della Protezione Civile, che vede salire i decessi a quota 10.023, 889 in più dopo l’incremento record di 969 morti della giornata precedente. A comunicarlo è il capo del dipartimento, Angelo Borrelli, ritornato in sede dopo un paio di giorni di assenza legati a un’indisposizione influenzale senza legami con il Covid-19.

Sono 70.065 le persone attualmente malate, 3.651 in più rispetto alla giornata precedente. I guariti sono 12.384, 1.434 in più in 24 ore, oltre il doppio della giornata precedente. Sono 3.856, 124 in più in 24 ore, i pazienti in terapia intensiva. 

L’Europa supera quota 20 mila morti ma è negli Stati Uniti che oggi si registra l’allarme maggiore: il progresso dei contagi nello Stato di New York è tale da far temere che si trasformi nel peggior focolaio di Covid-19 al mondo, più ancora di Wuhan e della Lombardia. Il presidente Donald Trump valuta l’istituzione di una quarantena in tre Stati fra cui New York e ha dato il suo via libera al richiamo di un milione di riservisti mentre anche Hollywood è bloccata dal virus e tutte le produzioni di film e serie tv sono bloccate.

Nel mondo i casi hanno superato i 620 mila, di cui circa la metà in Europa, ma sono gli Stati Uniti a detenere il record dei contagi, oltre 111 mila. I morti a livello globale sono quasi 29 mila di cui oltre 20 mila in Europa; l’Italia mantiene il poco invidiabile primato con oltre 10 mila. I paesi in cui sono stati riscontrati contagi sono 183, e oltre 3 miliardi le persone coinvolte nelle misure di “confinamento” a casa, più o meno drastiche.

In Spagna i decessi sono saliti a 5.800, con aumenti giornalieri sempre più marcati; i contagiati sono oltre 72 mila. In Russia, dove il bilancio resta contenuto a 1264 casi confermati, è stato comunque deciso di chiudere tutte le frontiere a partire da lunedì.

Qualche segnale positivo continua a provenire dalla Cina dove a Wuhan è giunto il primo treno da due mesi, che ha riportato in città gli abitanti rimasti fuori dalla chiusura; l’ultimo bilancio registra solo nuovi casi “importati”.

Per quanto riguarda le misure prese a sostegno dell’economia, si attende di capire se i paesi del nord Europa cambieranno idea sull’ipotesi di mutualizzare il debito; i segnali non vanno in quella direzione, e la stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha prestato la sua voce a un video di solidarietà con l’Italia, ha detto in un’intervista di non essere a favore dei coronabond mentre l’ex presidente della Commissione, Jacques Delors, ha detto che l’Unione europea corre “un pericolo mortale”.

  • 19:26

    Per il governo francese “i prossimi 15 giorni saranno peggiori di questi”

    l primo ministro francese Edouard Philippe ha avvisato che “i primi 15 giorni di aprile saranno ancora più difficili dei 15 giorni appena passati”. Come ha spiegato in una conferenza stampa sull’emergenza coronavirus in Francia, “la battaglia è appena cominciata. Philippe ha ricordato i due grandi assi della strategia del governo francese: “Aumentare la nostra capacità di accoglienza nei servizi di rianimazione e appiattire la curva dei contagi” grazie alle misure di contenimento e la prescrizione di restare a casa. “Non lascerò che si dica che c’è stato un ritardo nella decisione sul contenimento” presa dal 17 marzo e prolungata fino al 15 aprile. “In quel momento, c’erano meno di 8 mila casi e meno di 200 morti. Quando sarà il momento, impareremo da questa crisi. Non sono fra quelli che scaricano le responsabilità, ma lascio a chi pensa di sapere sempre perfettamente cosa bisogna fare questo lusso”. L’ultimo bilancio ufficiale parla di 32.964 casi confermati e 1995 morti in Francia.

  • 19:15

    la Spagna da lunedì ferma tutte le attività non essenziali

    La Spagna come l’Italia, da lunedì ferma tutte le attività non essenziali, fino al 9 aprile, per arginare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il premier, Pedro Sanchez. 

  • 18:40

    Borrelli: senza restrizioni i numeri sarebbero ben altri

    “Se non fossero state prese certe misure oggi avremmo ben altri numeri e le difficoltà di alcune strutture sanitarie sarebbero ancora più drammatiche. Ci saremmo trovati di fronte ad una situazione insostenibile”. Lo ha detto il commissario all’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, nel punto quotidiano con i media al Dipartimento della protezione civile.

  • 18:30

    Belgio vicino a 10 mila casi, 353 morti

    Nuovo balzo dei casi di coronavirus in Belgio, dopo che il ministero della Sanità ha annunciato 1.850 di test risultati positivi, che portano il totale del Paese a 9.134. Alcuni di questi nuovi casi erano stati diagnosticati nei giorni precedenti, hanno detto i portavoce del ministero della Sanità durante la conferenza stampa quotidiana sull’evoluzione dell’epidemia. Tuttavia il dato è il piu’ alto comunicato dalle autorità dall’inizio dell’epidemia.
    Il numero totale di morti è salito a 353, dopo il decesso di 64 persone registrato ieri. In aumento anche il numero di ricoveri. Negli ospedali sono presenti 3.717 pazienti positivi (+575 ieri), di cui 789 in terapia intensiva (+99). Ieri il governo del Belgio ha annunciato il prolungamento del confinamento della popolazione fino al 19 aprile, ma ha evocato la possibilità di una ulteriore proroga fino al 3 maggio.

  • 18:20

    La crescita dei contagi a Brescia e a Bergamo non è più esponenziale

    Non si assiste più “ad una crescita esponenziale” dei dati relativi ai contagi da Coronavirus anche nelle province lombarde più colpite come Bergamo e Brescia. I dati sono dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ne ha parlato durante la diretta Facebook quotidiana per l’aggiornamento della situazione epidemica.
    Nella provincia bergamasca si contano ad oggi 8349 contagiati, con un incremento di 289, e nel solo capoluogo sono 1035 con un aumento di 41, dove ieri erano 62. Brescia totalizza 7678 (+289) nella provincia, mentre nella sola città 1184 con l’aumento stabile di 61 unità. 

  • 18:12

    Gb: andrà bene se avremo meno di 20 mila morti

    Il Regno Unito avrà lavorato bene se supererà la crisi del coronavirus con meno di 20.000 morti. Lo dice il direttore della Sanità nazionale, Stephen Powis, citato dal Daily Mail rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se la curva del Regno Unito fosse simile a quella di altri Paesi, come l’Italia. “Se riusciremo a mantenere il numero dei morti al di sotto dei 20.000, avremo fatto molto bene in questa epidemia”. “Se fossero meno di 20.000 … Sarebbe un buon risultato anche se ogni morte è una tragedia”, ha aggiunto parlando in un breafing a Downing Street. 


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