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Gentiloni, sui coronabond l’Europa rischia

Politica

 
di Leonarda Manna

L’emissione di bond ‘genericamente per mutualizzare il debito non verra’ mai accettata’, quindi bisogna finalizzarla ad una ‘missione’, che puo’ essere quella di finanziare gli obiettivi comuni come ‘affrontare l’emergenza sanitaria’, creare ‘un nuovo strumento di garanzia per la disoccupazione e un piano per il sostegno alle imprese’: lo ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni nella trasmissione radiofonica Circo Massimo. ‘Divisioni Ue non adeguate, la Germania capira”, aggiunge Gentiloni. ‘Sono a favore dei coronabond’, ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, alla radio spagnola Cope, sottolineando che ‘si tratta di una pandemia che avra’ ripercussioni su tutti’. Secondo de Guindos questa crisi ‘e’ completamente diversa da quelle del 2008-2009-2010′.

“Abbiamo bisogno di un nuovo strumento di garanzia per la disoccupazione – ha detto il commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni intervistato a Circo Massimo su Radio Capital – di un piano per il sostegno alle imprese e abbiamo bisogno che la correzione del modello di sviluppo, il green deal, non venga dimenticato. Questi grandi obiettivi come li finanziamo? Credo che ci siano due o tre modalita’: una e’ quella dell’emissione di bond, ma non genericamente per mutualizzare il debito, che non verra’ mai accettata”.

Un’altra delle proposte di cui si discute e’ se e come utilizzare il fondo salva Stati Mes: “Il Mes – spiega Gentiloni – non e’ la Spectre, e’ uno strumento che e’ stato condiviso. La discussione che c’e’ oggi e’ se si puo’ usare senza condizionalita’. Qualcuno dice condizionalita’ piu’ basse ma per un intervento molto limitato, fino al 2% del Pil di ciascun Paese. Alcuni paesi, tra cui l’Italia, considerano che non valga la pena sottoporsi a condizionalita’ per un obiettivo cosi’ limitato, altri dicono che senza condizionalita’ non e’ possibile attingere al Mes. Anche questa discussione andra’ avanti. Sinceramente non sono molto ottimista sull’esito di questa discussione, per questo sposterei la discussione su come finanziamo i nostri obiettivi”.

Gentiloni ammette che in questa fase sia in gioco il destino stesso dell’Unione Europea, ma resta fiducioso sulla possibilita’ di trovare un’intesa. “Rischia di tramontare il progetto europeo, non solo quello della grande Europa federale. E’ chiaro che se la divergenza economica tra i Paesi europei, invece di ridursi di fronte a una crisi come questa, aumenta e la crisi diventa fattore di aumento delle differenze tra i vai Paesi europei, sara’ molto difficile tenere insieme il progetto europeo. Ma io sono fiducioso che una via di condivisione alla fine si possa trovare e penso che bisogna farlo inevitabilmente in un dialogo con la Germania, senza il quale non riusciamo a trovare un compromesso. Credo che bisogna ancora scommettere sul fatto – conclude Gentiloni – che, alla fine, da parte della Germania, si arrivi a una comprensione della situazione nuova. Mi aspettavo questa divisione, ed e’ una visione antica che conosciamo a memoria”. Sul tema coronabond da segnalare poi le parole del vicepresidente della Bce, Luis de Guindos: “L’emissione congiunta di bond Ue – ha detto in un’intervista radiofonica – e’ uno degli strumenti per combattere il coronavirus ma non e’ l’unico, ne’ il piu’ efficace”.


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