fbpx

Chi non ha argomenti sparge odio e fake news

Arte, Cultura & Società

di Raffaele Vairo

A crescere non sono solo i morti da virus ma anche i falsi d’autore. Su Facebook si diffondono sempre più fake news finalizzate a indebolire il Governo e a incrementare il patrimonio elettorale dei partiti sovranisti. Senza minimamente preoccuparsi della grave situazione italiana e d’Europa. La salute delle persone, gravemente in pericolo per il diffondersi della pandemia, e la conseguente crisi economica, le cui dimensioni sono tutte da vedere, non frenano affatto i falsari che continuano a ricercare tra le pieghe delle decisioni governative falle ed errori che pur ci sono. Spiegabili, ovviamente, per le dimensioni, in termini di vite umane, che la pandemia ha assunto.

L’ultima è la trovata dei cosiddetti fratelli d’Italia che, equivocando sulla natura di un prestito che la Cassa Depositi e Prestiti ha disposto in favore della Tunisia, hanno accusato il Governo di effettuare un cospicuo regalo (50 milioni) in favore di un Paese che non fa neanche parte dell’Europa. Le precisazioni del Ministro degli Esteri non sono riuscite a calmare i bollenti spiriti dei sovranisti che hanno continuato a soffiare sul fuoco. In ciò aiutati da certa stampa che non smette mai di fornire notizie interpretate e diffuse con lo scopo, neanche tanto nascosto, di creare problemi al nostro Governo in un momento, peraltro, molto difficile. In barba all’interesse nazionale. In pratica il prestito, definito maliziosamente come un dono a titolo gratuito, è stato deciso nel 2017 e perfezionato nel marzo 2019, quando Ministro dell’Interno era il capo dei sovranisti italiani. Dunque, un credito concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti avvenuto prima che il coronavirus arrivasse in Italia e in esecuzione di un programma a supporto delle PMI tunisine e, indirettamente, anche delle imprese italiane che operano attivamente in quel Paese.

Altra bufala. Sempre secondo i nostri eccellenti sovranisti, che non si preoccupano affatto dei destini economici delle nostre imprese, il Governo non starebbe governando, avendo ceduto la sovranità dello Stato agli scienziati che avrebbero deciso la limitazione di alcune libertà costituzionali, quali la libera circolazione e riunione delle persone, confinate, come sappiamo, nelle rispettive abitazioni per impedire il propagarsi del virus. Qui occorre insegnare a questi signori che l’esercizio dell’attività politica non può essere demandata agli scienziati, ai quali si chiedono pareri tecnici che solo loro, in quanto esperti nei vari settori, possono spiegare in che modo avviene il propagarsi dell’epidemia. Il politico, che è un professionista della politica, e, quindi, impegnato a porre in essere provvedimenti atti al conseguimento dell’interesse pubblico, deve cercare di contemperare le diverse esigenze che la situazione ha prodotto. E’ a lui, quale peritorum peritus, che è attribuito il potere-dovere di scegliere gli strumenti che ritiene più adatti a risolvere i molteplici problemi determinati dalla grave situazione che stiamo attraversando. L’esercizio del potere politico richiede una visione generale che i tecnici (medici, virologi, economisti e giuristi) non hanno, essendo, per definizione, esperti in settori limitati. In definitiva, il politico ha il dovere di contemperare le diverse esigenze che in uno Stato moderno sono presenti. Esigenze per la tutela della salute pubblica e quelle concernenti la prevedibile grave crisi economica che sta per attraversare il nostro sistema produttivo con conseguenze, anche gravi, che si riverbereranno nelle famiglie di tutti noi.

Nell’attuale situazione di emergenza con la propagazione di un nemico nuovo e, quindi, sconosciuto qualche errore era inevitabile. Tra l’altro il coronavirus è arrivato in Italia nel momento della influenza stagionale, per cui l’errore di sottovalutazione iniziale, anche dei medici, è più che giustificato. Ma, quando è apparsa la gravità dell’epidemia, il Governo ha fatto tutto quanto il nostro ordinamento consentiva. Le limitazioni, di circolazione e di riunione, sono state disposte nel pieno rispetto della Costituzione. Le difficoltà sorte anche nella loro applicazione sono dovute dal nostro sistema burocratico mai cambiato, neanche nel quasi ventennio berlusconiano, quando al Governo c’erano i nostri sovranisti anche se sotto nomi diversi.

Comunque, in conclusione, non possiamo tacere dei successi, seppure parziali, che il Governo sta ottenendo nei confronti delle Istituzioni europee. Anche grazie all’on. Sassoli e a Gentiloni, rispettivamente Presidente del Parlamento europeo e Commissario economico in seno alla Commissione.  


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE