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“ Europa, Storia di un continente conquistato, senza un sol colpo di carabina “

Europa

di Giuseppe Trizzino

Vorrei riportare un passaggio di un manuale del 2015, dal titolo ” così oscuro l’inganno dell’uomo”, sol perché, oggi, è di grande attualità l’argomento Unione Europea.

Le sue origini teoriche risalgono già all’epoca illuministica per poi essere ripresa dal risorgimento, sempre in via sperimentale.

Dopo la fine della grande guerra, alcuni economisti di fama internazionale convinsero gli industriali europei che avrebbero potuto governare il mondo attraverso l’economia.

Il sistema avrebbe permesso loro di poter decidere, indirizzando le economie, le sorti delle masse.

Ma questo strumento doveva essere affinato anche col supporto della psicologia.

Fu così che nacque il pensiero neoliberista, di stampo tedesco, esteso pian piano a tutto il continente.

Del resto, un altro sistema, il “capitalismo” ormai guardava al mondo e, questa nuova scuola avrebbe permesso di forgiare nuove menti per uno scopo preciso e poco contava se non fosse di comune interesse.

D’altronde i lobbisti dell’epoca avevano una veduta assai lungimirante e, sostenuti in questo da sistemi neonati, quali le democrazie, e da libertà nuove, quali la stampa ed il diritto al voto, potevano pianificare con calma e su solidi presupposti.

Tutti i popoli erano ignoranti ed avevano altre esigenze legate alla sopravvivenza.

Pertanto e per questa via, si diede vita all’esperienza della CECA, comunità europea del carbone e dell’acciaio.

Questa fu un vero banco di prova che diede i suoi frutti.

Tutte le maggiori economie europee si piegarono al volere della comunità in materia di carbone ed acciaio.

Ed in un periodo in cui si dovevano costruire paesi interi, immaginare gli effetti, non è tanto improbabile.

Alcuni paesi si erano rinchiusi nel comunismo, che di fatto rappresentava una economia a se stante.

Ma tutto ciò che non lo era, rientrava nella sfera d’influenza comunitaria.

Passavano gli anni è la politica neoliberista cresceva e si radicava in modo fiorente nelle società così come le loro economie iniziavamo a produrre frutti, sia per i lobbisti che con effetti parziali anche per i popoli.

A quel punto, i tempi iniziavano a maturare perché si compisse il salto di qualità.

Creare una comunità che comprendesse anche la finanza, così da fare entrare gli altri cugini lobbisti.

Condividere insieme avrebbe rappresentato un vero e proprio patto di sangue, evitando competizioni inutili.

Gli scopi erano comuni, creare effetti sui popoli e generare ricchezza e potere solo per loro.

Così si afferma quel binomio, eco-finanziario europeo, discusso tra quattro mura e quattro amici, senza che nessun popolo ne avesse contezza.

Il “boom” era invadente e le nazioni vivevano bene, in quegli anni.

Poi lo sgretolarsi del sistema comunista, rallentò il progetto, a causa di timori ben più concreti, almeno negli interessi dei governi.

Ma i lobbisti continuavano a lavorare ai fianchi sul neoliberismo ed infondo, anche con il sostegno dato all’economie europee, attraverso le banche.

Adesso i lobbisti avevano anche un braccio armato che gli consentiva non solo di dettare regole e principi economici ma anche di sparare ingenti liquidità in direzione voluta.

Sì, di questo ne seppero fare un buon uso, sostenendo cause non sempre nobili, armando mani sempre più sporche.

Così al pilastro economico e finanziario si aggiunse quello del potere politico e si aggiunse per un motivo preciso.

La politica aveva ricevuto e riceveva danaro e per questo era un debitore insolvente.

Venne deciso allora che questi avrebbero dovuto rappresentare “certe” esigenze.

Sì doveva creare una comunità europea e loro dovevano farsi garanti.

Nacque così agli albori del terzo millennio la comunità economica europea, poi battezzata unione europea, l’unione delle economie, delle finanze e dei governi dei paesi del continente, l’unione dei popoli europei.

Una bandiera azzurra a stelle, per dare un senso alla federazione nuova, in cui anche i popoli avrebbero avuto un proprio ed attivo ruolo.

Sì, il ruolo del calvario e del destinatario del potere, del frutto da spremere e del peccatore d’accusare.

Per questa via, i popoli e le loro classi di governanti come dei ligi soldatini hanno finito per aderire al progetto, così come prospettato, ad occhi bassi e senza riserva alcuna.

E per ringraziare i governanti per avere pagato il loro debito alla lobby economico finanziaria neoliberista, gli fu resa la possibilità d’essere elevati a regnanti della nuova unione, come un parafulmine per i popoli.

Questi continuarono a predire il vangelo dei lobbisti e lo’ seppero fare anche bene.

In tutto questo contesto si aggiunse infine, per conseguenza naturale, l’ultimo tassello, quello della globalizzazione, con accesso nel sistema del potere della comunicazione, anch’esso inglobato e controllato.

Questo ebbe il ruolo di addormentare le menti dei popoli, anche nelle loro intenzioni e pensieri.

Il resto della storia è semplice attualità


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