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La resilienza, un alleato contro lo stress da covid-19

Il giusto atteggiamento per affrontare le avversità, ricostruire e ripartire

di Serena Pino (psicologa)

Benessere & Medicina

Da settimane l’emergenza coronavirus stravolge la nostra quotidianità. Stanchezza e sconforto si fanno sentire. Eppure ognuno di noi possiede tante risorse da utilizzare per affrontare eventi spiacevoli, per stimolare la crescita e il consolidamento della capacità di rialzarsi e continuare la propria vita in maniera positiva nonostante gli eventi negativi.

La resilienza è la capacità di saper affrontare le avversità senza soccombere agli eventi, ma dai momenti difficili ricavarne nuova linfa vitale. È una delle risorse più potenti a nostra disposizione.

Essere resilienti significa non solo saper opporsi alle pressioni dell’ambiente. Implica anche un atteggiamento positivo in grado di stimolare la capacità di andare avanti, permettendoci la costruzione o la ricostruzione di un percorso di vita.

Resilienza, dunque, intesa come capacità di autoguarigione dopo un danno, di resistere quando si ha il vento contrario, ma anche di essere in grado di riorganizzare positivamente la propria vita. Si cerca di affrontare le difficoltà come un’opportunità, una sfida che obbliga a mettere in atto le risorse con lo scopo di affrontare una crisi e di raggiungere un equilibrio più adeguato. Vuol dire anche rafforzare la capacità di gestione delle difficoltà, di far fronte ai cambiamenti improvvisi, proporsi alle sfide di ogni giorno e affrontarle consapevoli degli strumenti che abbiamo. Per sviluppare la resilienza occorre adottare un atteggiamento costruttivo, organizzarsi restando sensibili ed aperti alle opportunità che la vita può offrire in ogni situazione, anche negativa, senza mortificare la propria identità.

Con un atteggiamento resiliente possiamo gestire al meglio il nostro stress, utilizzando le risorse in modo utile per noi stessi e per chi ci circonda, quindi ci fa affrontare l’isolamento, la paura ed il cambiamento in un’ottica decisamente diversa.

L’isolamento – L’isolamento o “distanziamento sociale” a cui siamo costretti i questi giorni non è una punizione. La casa deve essere vista come rifugio anziché come prigione. II tempo è ritrovato ed è occasione di ri-organizzazione del quotidiano.

La paura – La minaccia più frequente alla quale il Covid-19 ci sta esponendo è la paura, che nell’uomo non è soltanto risposta d’allarme ad un pericolo, ma può assumere altri significati e diventare un modo per richiedere aiuto quando diventa ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati, causando frustrazione. Ma la paura può anche mobilitare risorse costruttive che ci spingono a reagire. Ed è proprio in questo caso che subentra la capacità di proteggere la propria integrità sotto l’azione di forti cambiamenti, quella forza interiore che consente alle persone di reagire ai colpi della vita, di risollevarsi e di ricostruirsi. La resilienza, appunto, che è per la psiche ciò che per il sistema immunitario è il corpo. E siccome psiche e corpo lavorano insieme, i due sistemi possono potenziarsi oppure reprimersi a vicenda. Coloro che hanno un atteggiamento positivo nei confronti della realtà accettano i cambiamenti che la vita impone, li affrontano, li superano ma soprattutto si riadattano con plasticità e controllo, siano essi cambiamenti positivi che negativi.

Cambiamenti di vita – È importante accettare che i cambiamenti sono inevitabili nella vita: non esiste evoluzione senza il cambiamento e, anche se non volete evolvere in niente, il cambiamento avverrà. Ciò significa che adattarsi al cambiamento aiuterà ad adottare strategie più dinamiche e a distinguere le circostanze immutabili della vostra vita da quelle che invece possono essere modificate, permettendo di migliorare certi aspetti. Le esperienze passate e superate diventano un bagaglio di forze cui attingere in ogni momento. Il pensiero di essere riusciti a superare ostacoli nel corso della propria vita diventa automaticamente una spinta interna

Ci sono due fattori importanti dell’atteggiamento resiliente e che giocano un ruolo centrale nella partita contro il COVID-19: le relazioni e l’ottimismo.

La capacità di intrattenere relazioni positive e stabili con gli altri è una delle componenti della resilienza. Molti studi hanno dimostrato che avere relazioni positive, aiuta a far fronte e a contrastare gli effetti negativi dello stress in questo periodo di isolamento, sentirsi sostenuti dagli altri, anche se non sempre presenti fisicamente, vedersi tramite un pc o un telefonino favorisce il benessere sia fisico che psicologico. L’esserci e l’esistere per l’altro rappresentano un ingrediente essenziale nella vita di ognuno di noi. La capacità di coltivare contatti amicali è un grande fattore protettivo: il dialogo, il confronto, i consigli, il supporto, lo scambio di informazioni sono elementi essenziali nei momenti di difficoltà.

L’essere ottimisti è strettamente correlato con il miglioramento della salute e del benessere psicofisico. Si può esprimere ogni giorno anche con gli hashtag, gli striscioni con la scritta “tutto andrà bene”. Non sono segni fini a se stessi, ma aiutano ad incrementare il pensiero positivo, a vivere in uno stato di benessere psicofisico, anche in giornate in cui l’ansia e la tristezza sembrano avere la meglio, fungendo da ancora di salvezza. Dobbiamo continuare a progettare, a guardare al futuro con convinzione e tenacia.

Come vediamo da questi piccoli esempi, alla base della resilienza vi sono due aspetti fondamentali: la capacità di resistere e quella di ricostruire la propria dimensione, il proprio percorso di vita, trovando una nuova chiave di lettura di sé, degli altri, del mondo, scoprendo una nuova forza per superare le avversità.

È un processo continuo. Si può incrementare per tutta la vita focalizzando l’attenzione sulle esperienze positive del passato, individuando ed usando le risorse che rappresentano i punti di forza personali, sviluppando l’autostima e l’autoefficacia, tollerando le frustrazioni consapevoli che fanno parte della vita, così come le difficoltà e lo stress. Non è possibile bloccare l’esistenza di eventi stressanti. Allora approfittiamo di questo tempo per migliorare il modo in cui reagire quando compaiono. Allarghiamo lo sguardo verso un nuovo orizzonte, coscienti del fatto che questa situazione non sarà né fissa né definitiva, ma che per affrontarla serve riorganizzare un piano d’azione.

Per secoli la resilienza è stata alleata dell’uomo, perché ha permesso di resistere agli urti della vita senza spezzarsi o incrinarsi ed in questo periodo quello che ci serve è proprio un alleato.

“Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo” (proverbio arabo).

Dott.ssa Serena Pino – psicologa

334.1785712 – serena.pino90@gmail.com

 

 

 

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