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Rileggere i classici?

Arte, Cultura & Società

Facile a dirsi, non a farsi 

di Renzo Balmelli 

SOLLIEVO. Prepariamoci. La fine della maledizione non è per oggi e neppure per domani. Ci vorrà ancora molta pazienza prima di rivedere la famosa luce in fondo al tunnel. Per ingannare l’attesa spiccano a caratteri cubitali le esortazioni a restare a casa e riscoprire i grandi classici della letteratura. Kafka, Dumas, Pirandello, Flaubert, Scott Fitzgerald, spesso sacrificati alle frettolose consultazioni dei social, tornano in auge per occupare in modo intelligente le tante ore libere che avremmo preferito avere in altre circostanze. Facile a dirsi, non a farsi. La domanda che corre con maggior frequenza è sapere perché non riusciamo, non sempre, a leggere con l’animo giusto un romanzo al tempo del virus. Perché non ce la facciamo a estraniarci completamente? Perché la mente funziona così. Voltata la pagina e chiuso il libro, la realtà ci riacciuffa prepotente e racconta una storia più aspra e diversa da quella che immaginiamo o vorremmo che fosse. Eppure, per quanto complicato sia, per quanto impellente sia il bisogno di un sollievo, non bisogna arrendersi. Non c’è altro modo per tornare alla vita precedente, se non restare vigili con lo spirito. 

VELENO. Se il coronavirus è una sostanza tossica, non meno perfido è l’operato di coloro che nell’intento di procacciarsi facili rendite di posizione speculano sulla paura e non recedono davanti a nulla nel diffondere notizie prive di qualsiasi fondamento. Il fenomeno, frutto del più bieco sciacallaggio, ha assunto proporzioni tali da indurre la RAI a costituire una task force contro le fake news. Nel presentare l’iniziativa i responsabili del servizio pubblico affermano, a giusta ragione, che le fake news sono un veleno in grado di minare l’informazione corretta e la coesione sociale, assolutamente indispensabili per dare al Paese segnali positivi. Da dove provengano gli infami tentativi di diffondere notizie false in maniera tumultuosa, non è difficile da individuare. Basta confrontare le testate online ed i commenti dei vari blogger per risalire alla fonte. Con la task force la RAI, facendo ricorso a una citazione di Enzo Biagi, si è data il compito di portare acqua pulita nei rubinetti degli utenti. Pulita e fresca! 

SABBA. In futuro avremo bisogno di aria nuova per ripartire e fare in modo che gli eurofobi, col loro sabba sovranista, non riescano a demolire la casa comune. Già si odono, fra squilli di trombe e applausi sfottenti, imperiosi appelli a favore dell’Italianexit, cui far seguire l’immediato funerale dell’euro. In quegli ambienti il modello al quale si si guarda viene da Budapest dove Orban, col pretesto di lottare contro il virus, ha ottenuto ciò che da tempo andava inseguendo: i pieni poteri senza limiti e senza il controllo del Parlamento. L’opposizione è insorta, parla di dittatura, ma il leader magiaro non si scompone. È ormai da parecchi anni che si fa beffe dei principi comunitari, senza che si riesca a frenarne la spinta autoritaria. Ormai la democrazia ungherese è una “democrazia sospesa” e il decreto appena approvato non garantisce in nessun modo che verrà ripristinata appena sarà finita l’emergenza. I rischi per l’UE potrebbero essere contagiosi tanto quanto il virus. 

DANTE. Nel momento del pericolo – ha scritto Dacia Maraini sul Corriere della Sera – l’uomo riesce a dare il meglio di se stesso. Più di una volta nel corso della storia gli italiani hanno saputo fornirne una valida dimostrazione. Gli appelli alla solidarietà hanno raccolto adesioni straordinarie, a conferma della volontà di risorgere e ricostruire. Le quotazioni e la statura di Conte sono cresciute a dispetto dei tentativi di sabotarne l’operato. E qualcuno si rode il fegato. Altri segnali vengono dalla cultura che fa egregiamente la sua parte. Con un anno di anticipo rispetto al settecentesimo della morte, fervono le iniziative per celebrare la memoria di Dante Alighieri attraverso la Giornata della Poesia e il Dantedì, proposte che hanno suscitato grande interesse. Indovinato pure il leitmotiv delle manifestazioni di cui si è fatto interprete Dario Franceschini, ministro per i beni culturali: “Dante ricorda molte cose che ci tengono insieme. Dante è l’idea stessa dell’Italia”. 

Visita i siti della Giornata della Poesia e del Dantedì


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