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Coronavirus, perché non si fanno tamponi a tappeto alla popolazione?

Cronaca

La circolare del Ministero della Salute indica di sottoporre a test solo le persone sintomatiche. Rezza (Iss): «Per questo assistiamo a una percentuale di decessi elevata»

Il Corriere della Sera, ritornando alle sue vecchie tradizioni giornalistiche, ci offre un rapporto prezioso sulla questione che vede posizioni di difficile comprensione da parte dell’OMS e dei suoi proconsoli italiani, che orientano la politica del Governo, che ricordano tanto la messa sotto i tappeti delle polveri nei salotti così così.  Leggiamo increduli i motivi per cui si fanno pochi tamponi, anche in polemica con il Governatore Veneto che ha deciso di farli in massa.

“Credo non si debba derogare da tali indicazioni — rileva Ricciardi —, altrimenti si possono determinare effetti collaterali. Per esempio, il fatto di aver effettuato all’inizio troppi tamponi ha generato una focalizzazione dell’attenzione mondiale sull’Italia, che ha finito per essere indicata come Paese di “untori”». Oms e Ecdc, ribadisce, «sconsigliano questo tipo di approccio, non è utile».

Che cosa è utile per gli italiani, è una domanda che si pone a proposito delle statistiche alla Trilussa che fanno sorgere domande sul perché in Italia abbiamo questo tasso di letalità altino 

Per Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra “…Il test attuale, poi, ha un’accuratezza non del tutto ottima; sarebbe necessario avere test anticorpali. (che adesso ci sono…alleluja ndr) Più tamponi si fanno ad asintomatici o a pazienti con una malattia lieve, più il tasso di letalità si riduce. Più tamponi si fanno ad asintomatici o a pazienti con una malattia lieve, più il tasso di letalità si riduce. L’Imperial College l’ha stimato intorno allo 0,3-1%, ma in Italia per ora è superiore. E poi non si riesce ancora a distinguere tra coloro che sono morti a causa del virus e quelli che sarebbero comunque morti e semplicemente ospitavano il virus. È possibile che, quando saremo in grado di rianalizzare i casi di morte per ora catalogati sotto Covid-19, ci accorgeremo che una parte sono dovuti ad altre cause».

Riflessioni del genere  sono state fatte dal virologo  Giulio Tarro , allievo di Sabin, http://www.lavocedellevoci.it/2020/03/16/covid-19-il-punto-anti-fake-news-del-virologo-giulio-tarro/?fbclid=IwAR1rYeb3-lLABi5A_36A724WOiDqP3CxbsukfNsTZeurxm5zx2qlO8t5o04 e dal presidente dei Biologi Italiani Vincenzo Danna che per tali ragioni e per aver espresso dubbi con Luc Montagnier sulle strategie vaccinali del duo Lorenzin Guerra  https://www.ilfoglio.it/scienza/2020/03/15/news/perche-le-dimissioni-del-presidente-dei-biologi-sono-una-buona-notizia-per-la-scienza-306535/   è stato accusato di derive antiscientifiche da colleghi che, per il vero, avevano indugiato non poco nella promozione di notizie che alla luce della presente tragedia appaiono gravi e penalmente rilevanti,  come i 470 morti di morbillo a Londra nel 2013/14  inventati di insana pianta dagli strateghi degli uffici di comunicazione di guerra https://youtu.be/gSasDe-Xf9o che   e  sparati in prima serata dall’allora ministro Lorenzin per lanciare la campagna per i vaccini obbligatori.

Così qualche riflessione si impone a livello scientifico e politico,  sulla strategia del tampone limitato che più che nascondere la polvere sotto i tappeti, con le percentuali di morbilità e mortalità  spinte in alto dalla tecnica statistica di arruolamento dei casi allo studio, ci mette in una condizione di allarme ben oltre i livelli gravi in cui siamo di fatto, con le sale di rianimazione piene nelle regioni più inquinate che pagano un prezzo alto ad uno sviluppo poco sostenibile e pericoloso per la salute pubblica https://www.corrierenazionale.net/2020/03/14/effetto-del-corona-virus-sullinquinamento/

Una buona notizia viene da Bari, con un kit veloce e poco costoso per fare il titolo degli anticorpi del COVID-19 che voglio auspicare dia una svolta al monitoraggio dell’epidemia in corso informandoci sullo stato immunitario della popolazione, identificando chi è immunizzato chi è contagioso da quarantenizzare lasciando gli altri a  tornare a lavorare in sicurezza  https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/03/16/news/coronavirus_test_sangue-251459260/ .

Voglio auspicare che il Ministero della Salute promuova l’uso di questi kit affiancato a una estensione del tampone a livelli di massa per poter identificare e quarantenizzare solo i soggetti effettivamente contagiosi, che spesso asintomatici, portano il virus ovunque, dovendo lavorare nei settori strategici e tornare a casa.

Nella gravità del momento voglio auspicare che il Governo presti attenzione agli sviluppi diagnostici baresi   e consideri con maggiore attenzione la scelta veneta di fare tamponi di massa per avere UN QUADRO REALE DELLA PREVALENZA DEL VIRUS NELLA POLOLAZIONE SI DA ORIENTARE LE SCELTE DELLE POLITICHE PREVENTIVE SU DATI REALI  

 Vincenzo Valenzi                                                  


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