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Cristiani rimasti al buio del venerdì

Arte, Cultura & Società

Molti cristiani, ed in particolare alcuni santi, sono rimasti al buio del venerdì, dimenticando la luce della domenica. Hanno dimenticato che Gesù andò incontro alle donne che lo avevano cercato al sepolcro, e disse loro: «Rallegratevi!». Molti cristiani preferiscono continuare a piangere, nell’illusione di far piacere a Dio. Sono rimasti in perpetuo pianto ai piedi della croce, ignorando la gioia della Pasqua.

La “Leggenda di Santa Chiara vergine”, narra che la santa non faceva altro che piangere il Cristo in croce e che insegnava  anche alle novizie a piangere Gesù crocifisso, e mentre le esortava a piangere, ella stessa versava fiumi di lacrime. La sera però non c’era neppure bisogno di esortare le novizie; dopo la compieta, infatti, la santa singhiozzava così disperatamente, da far sì che tutte piangessero spontaneamente. Un coro di lamenti. Poi le sorelle, stanche, andavano a riposare sui duri giacigli, e lei, spessissimo, prostrata col volto a terra, continuava il suo pianto infinito, e immaginando di baciare i piedi dello Sposo crocifisso, imprimeva le labbra sul suolo bagnato dalle lacrime.

 Non so se il racconto corrisponda a verità storica, però fa capire la mentalità del biografo, e dei tanti cristiani che non sono andati oltre il buio del venerdì.

Un’altra santa rimasta per tutta la vita nel buio del venerdì, fu Gemma Galgani. Ma non era sempre triste, l’ingenua Gemma, non piangeva sempre, aveva i suoi momenti di felicità: “Vuoi proprio sapere, Gesù, qual è il momento che io godo? Quando sono in tanti dolori con te”. Così, durante un’estasi. Immaginava di ricevere patimenti ora da Gesù, ora dal diavolo, ed era contenta.

Chissà se queste sante, giunte in paradiso, avranno continuato a piangere? In tal caso, immagino il rimprovero di Gesù: “Ahò, la voi piantà co’ sto piagnisteio? Nun lo vedi che so’ risorto?

Renato Pierri


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