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Sospensione procedure di sovraindebitamento – Covid-19

Politica italiana

di Avv. Luigi Benigno

Associazione C.T.C.I.

avvluigibenigno@gmail.com

Il decreto di omologazione emesso in data odierna dal Giudice delegato dr. Nicola Graziano, sez. Fallimentare del Tribunale di Napoli, è un provvedimento di natura eccezionale in quanto, primo in Italia, ha affrontato con lucidità e coerenza con la normativa sul sovraindebitamento e con la decretazione d’urgenza (decreto Cura Italia) varie questioni che presto potrebbero essere sottoposte al vaglio dei giudici delegati di molti tribunali d’Italia.

Le questioni brillantemente affrontate e superate dal Tribunale con una ricostruzione logico giuridica equilibrata e convincente concernono un’istanza di sospensione di un piano del consumatore prima della sua omologazione.

L’istanza di sospensione della procedura in corso, nelle more della decisione del G.D., veniva sottoposta al giudicante dall’Occ a mezzo email si come consentito dalle disposizioni del Presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Napoli (prot. 7 del 23/03/2020) con cui sono state autorizzate le comunicazioni con i Magistrati mediante posta elettronica ai fini di limitare i contatti tra le persone di cui all’art.83 del D.L. 17/03/2020 n. 18.

Ciò a sottolineare la derogabilità anche ai mezzi di comunicazione ordinaria vista l’eccezionalità della situazione attuale.

Sulla stessa ottica della eccezionalità si innesta la decisione del G.D. nell’omologare il piano del consumatore e spostando la decorrenza dello stesso ad ottobre 2020, in accoglimento dell’istanza formulata dal ricorrente, lavoratore dipendente, il cui datore di lavoro è stato costretto a sospendere le attività ed ha posto in cassa integrazione tutti i dipendenti, tra cui rientra il ricorrente.

L’istanza di sospensione, prima ancora dell’omologazione, poggia sull’assunto che la cassa integrazione spiega il proprio intervento nella misura dell’80% della retribuzione tabellare e che la quota mensile della retribuzione proposta per il piano corrisponde esattamente al 20% della retribuzione.

L’istanza è formulata sulla base dell’art. 13 comma 4 ter della legge 3/2012 che consente, quando l’esecuzione dell’accordo o del piano del consumatore diviene impossibile per ragioni non imputabili al debitore, quest’ultimo ….. può modificare la proposta.

Il tribunale ha ritenuto che l’art. 13 comma 4 ter non sia del tutto conferente in quanto fa riferimento ai procedimenti nella loro fase funzionale e non genetica (decisione riservata).

Il Giudicante ha dimostrato di utilizzare una smisurata dose di equilibrio e buon senso nel ritenere valutabile l’istanza, nel silenzio della legge, e di poter assumere, come in effetti ha assunto la decisione di omologare il pdc, prevedendo il differimento della decorrenza dello stesso, inaudita altera parte, in quanto nessun rilievo apprezzabile potrebbe essere mosso dai creditori né in relazione all’alternativa liquidatoria né in relazione alla chiesta sospensione.

Ma un rilievo decisivo viene attribuito al provvedimento dalla più ampia portata spiegata in quanto con esso il G.D. fa espresso richiamo al combinato disposto dell’art. 91 del decreto cura Italia e degli artt. 1218 e 1223 del c.c. ritenendo gli stessi applicabili a qualsiasi rapporto contrattuale o procedimentale instaurato prima delle disposizioni di contenimento di cui al d.l. 18/2020 o comunque in itinere ed in prosecuzione dopo l’emanazione di detto decreto.

Il Giudicante interpreta nel suo ampio animus la disposizione contenuta nel d.l., sebbene non abbia operato alcun riferimento alle norme del codice civile, riconoscendo in essa un carattere generale e ritenendola applicabile a tutte le prestazioni divenute totalmente o parzialmente impossibili.

Secondo la ricostruzione del Tribunale, in caso di inadempimento del debitore per causa a lui non imputabile, e ciò è riferibile a qualsiasi rapporto, quindi anche al sovraindebitato, merita una attenta valutazione e, sussistendone i presupposti, nessun addebito può essere a lui attribuito per tale inadempimento. Quindi a parere del Giudicante sarebbe bastata a condurre alla decisione la sola disposizione generale di cui all’art.91 del d.l. 18/2020.

Il piano del consumatore, riservando al giudicante il vaglio sulla meritevolezza sia nella fase genetica che nella fase funzionale, nonché il controllo sulla fattibilità, cosi come attestata dall’Occ, non può prescindersi da un identico scrutinio anche nella valutazione degli eventi sopravvenuti che impongono una modifica degli accordi o anche solo della proposta unilaterale del sovraindebitato.

Ancora una volta il Tribunale di Napoli è antesignano, in un momento storico per la sua eccezionalità, nel tracciare il solco dell’interpretazione della citata norma del decreto cura Italia (art.91) nonché della vasta portata che essa deve assumere in tutti i rapporti tra le parti.

Ai giudici è stato richiesto di fare uso, qualora ce ne fosse bisogno, del buon senso e dell’equilibrio necessari a valutare caso per caso l’esenzione da colpa di chi per un evento imprevisto né prevedibile ha subito una modifica sostanziale nella sfera privata o nell’esercizio dell’impresa al punto da non consentire l’esecuzione o la prosecuzione dei rapporti giuridici in cui è parte.


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