fbpx

Il pasticcio della regione Lombardia, errore o colpa cosciente?

Cronaca

Raffaele Vairo

Prima o poi i nodi vengono al pettine. La pandemia ha invaso l’Italia e il resto del mondo non facendo sconti a nessuno. Anzi ha causato molti problemi di salute mettendo in crisi intere comunità, alcune delle quali hanno affidato le proprie speranze di salvezza al buon cuore dei Santi verso i quali hanno sempre dimostrato la propria devozione. In ciò incoraggiati dalle Autorità ecclesiastiche.

Altri si sono fidati dei responsabili politici dai quali si aspettavano regole che li proteggessero dalla pandemia. Ovviamente nei limiti delle umane possibilità e nel rispetto dei canoni dettati dalla scienza. Ma alcuni amministratori locali hanno tradito le loro attese rivelandosi incapaci di rispondere con opportune decisioni e conseguenti atti tesi a frenare l’avanzata del virus. Altri ancora hanno utilizzato questo triste evento per accreditarsi – inopportunamente – quali salvatori della patria, sicuri che prima o poi sarebbero stati generosamente ripagati. In termini elettorali, ben s’intende! Mi riferisco soprattutto alla dirigenza politico-amministrativa della Lombardia. E, infatti, il poi è arrivato ma non nel rispetto delle loro attese.

I signori detentori del potere lombardo, affetti da un ferale complesso di superiorità rispetto agli amministratori di altre Regioni, rivelandosi più inclini al soddisfacimento degli interessi delle industrie, hanno consapevolmente ignorato le più elementari norme di prudenza decidendo di occultare, in modo maldestro, i casi di infezione virale ricorrendo a pratiche non proprio appropriate. Anzi, le definirei subdole e foriere di gravi danni alla salute dei loro amministrati. Si tratta delle decisioni di utilizzare le Case di Riposo per il deposito di salme di persone decedute a causa del feroce virus o di ricoverarvi ammalati di conad-19 meno gravi o appena usciti dall’emergenza virale per liberare spazi ospedalieri necessari per ospitare nuovi contagiati sempre più numerosi. Viene il sospetto, spero infondato, che tali decisioni siano state assunte nella convinzione, inumana e criminosa, che la vita degli ospiti delle Case di Riposo, per l’età e per le condizioni di salute degli stessi, avesse un valore inferiore rispetto a quella dei contagiati di tutt’altra età.

Ovviamente, tali decisioni hanno contribuito in misura notevole a trasformare queste strutture in focolai che hanno causato decessi e nuovi contagiati sia tra gli operatori sanitari operanti nelle strutture interessate sia tra i parenti dei ricoverati che andavano a trovare i loro congiunti. Ovviamente tali comportamenti non potevano sfuggire al controllo della magistratura che, intanto, ha avviato indagini contro ignoti per appurare se vi siano precise responsabilità. La Regione Lombardia, per fare luce sulla questione, ha istituito una commissione di inchiesta della quale farà parte anche il dr. Gherardo Colombo che conosce bene il Pio Albergo Trivulzio per aver indagato, al tempo di Mani Pulite, alcuni personaggi accusati di corruzione, il primo dei quali era un certo Mario Chiesa, Presidente del Pio Istituto, definito all’epoca, se la memoria non ci inganna, un mariolo da quattro soldi.

Le denunce degli operatori sanitari, le cartelle cliniche scomparse o alterate per nascondere l’epidemia sono tutti indizi rivelatori di comportamenti, posti in essere da alcuni organi e/o settori regionali, che rasentano la follia o, piuttosto, il dolo che i giuristi definiscono indiretto o eventuale. Ai magistrati, come è doveroso, gli accertamenti!

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE