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La Pasqua in Africa, tra Covid-19 e liturgie via radio

Estero

NEWS ANALYSIS/OMNIS TERRA 

NAIROBI – La Chiesa non è l’edificio ma è comunione e comunità: i battezzati nei diversi paesi africani non perdono il senso della fede nelle difficoltà delle “messe a distanza”, dovute alla minaccia del coronavirus, trovando soluzioni “creative” per non perdere il contatto con gli altri fedeli e con i sacerdoti. E’ comune l’osservanza alle indicazioni dei governi, nonostante le difficoltà nel “distanziamento sociale”
Il Covid-19, anche se più lentamente rispetto ad altre parti del mondo, è arrivato da tempo in Africa. Al momento 50 dei 54 Stati sono stati toccati dal fenomeno (gli unici ancora coronavirus-free sono Sao Tome e Principe, Comoro, Lesotho e Sud Sudan) per un totale di oltre 8000 contagi, 340 morti, 702 guariti. Tutti i governi stanno prendendo misure per contenerlo e le Chiese,e allineate con le direttive politiche e allarmate, vivono la settimana liturgica più importante dell’anno per la prima volta nella storia con forti limitazioni e, allo stesso tempo, pronte a “reinventare” la celebrazione della Passione, morte e la Resurrezione di Cristo, in modi nuovi, creativi, aggiornati al diffondersi del virus. E mass-media come radio (soprattutto), tv e social network come Facebook diventano preziosi strumenti per mantenere il contatto nelle comunità: proponiamo un’ampia panoramica tra le chiese africane, per capire come vivono la Settimana Santa e la Pasqua.  


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