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Aborto, 1 italiano su 3 chiede regime ambulatoriale

Noi e la Salute

Gallo (ass.coscioni): “forte rischio clandestinità”.A disposizione delle donne un’intelligenza artificiale che risponde alle domande 24h su 24

Già nel periodo precedente il diffondersi dell’epidemia un sondaggio SWG, commissionato da Associazione Luca Coscioni, evidenziava che più di 1 italiano su 3 ritiene necessario facilitare l’accesso alla IVG (Interruzione volontaria di gravidanza) farmacologica permettendo il regime ambulatoriale, il trattamento a casa ed eliminando la raccomandazione del regime di ricovero ordinario.

Filomena Gallo, Segretario Nazionale Associazione Luca Coscioni: “Impedire l’accesso a un servizio essenziale, quale l’aborto, mettendo in dubbio la legge 194, costituisce un reato sempre, oltre che un danno enorme alla salute psico-fisica delle donne. Soprattutto in uno stato di emergenza, come quello attuale, se percorribile in base allo stato di salute della donna, l’alternativa farmacologica rappresenta una possibilità in grado di agevolare la procedura e, in questo momento di crisi, anche e soprattutto il rischio di contagio per la donna. Insieme altre associazioni di medici non obiettori e la rete pro-choice, chiediamo, quindi, di allinearci alle buone pratiche degli altri paesi europei, ammettendo il regime ambulatoriale per la IVG farmacologica, che oggi prevede invece una ospedalizzazione di 3 giorni, e l’estensione del limite di tempo per effettuarla, da 7 a 9 settimane. La tutela della salute delle donne deve essere salvaguardata sempre, anche e soprattutto in tempo di emergenza”

Da tempo l’Associazione Luca Coscioni – firmataria dell’iniziativa oggetto dell’interrogazione parlamentare presentata dall’intergruppo Donne, diritti e pari opportunità  e rivolta al Ministro della Salute Roberto Speranza – insieme all’associazione AMICA e altre associazioni porta all’attenzione delle istituzioni azioni a tutela del diritto delle donne a scegliere, tanto da presentare la campagna  “Aborto al sicuro” qui, che prevede, tra le varie iniziative, la presentazione in ogni regione d’Italia di proposte di legge che mirano a risolvere alcune delle principali criticità nell’applicazione della legge, la cui applicazione in ogni regione segue percorsi diversi. 

L’Associazione Coscioni, inoltre, insieme ad altre 100 organizzazioni no-profit di tutta Europa, ha aderito ad un appello per chiedere ai Governi europei delle misure urgenti volte a garantire l’aborto durante la pandemia. 

In più l’Associazione mette gratuitamente a disposizione delle donne un’intelligenza artificiale al servizio delle libertà civili, CitBot, la prima intelligenza artificiale in grado di rispondere, online 24h su 24, alle domande sul tema, colmando il vuoto lasciato dalle istituzioni. Vengono fornite informazioni in modo chiaro e preciso.

Conclude Filomena Gallo: “La tutela della salute è prioritaria in questo momento, ma bisogna ricordare al Governo che anche la salute delle donne, in base ad una legge del nostro Stato –  la 194/78 – è oggetto di tutela. Le soluzioni per non creare lesione di diritto ci sono. Occorre solo assumersi la responsabilità di attuarle”. 

L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un’associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriera architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

Sito web: http://www.associazionelucacoscioni.it


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