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Alta tensione sul Mes. M5s: “Il Pd va contro Conte'”

Politica

I pentastellati accusano il Pd di “mettere in discussione la linea del governo e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte”. Crimi: “Atteggiamento sbagliato che smentisce il premier”. L’accordo raggiunto in sede Eurogruppo arriverà al Consiglio europeo il prossimo 23 aprile.

 
mes conte maggioranza

Nicola Zingaretti, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio

E’ alta tensione nella maggioranza sul ricorso al fondo salva Stati (Mes), con il Movimento 5 stelle, contrario, che accusa il Pd, favorevole, di “mettere in discussione la linea del governo e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte”. Mentre il premier, in vista dell’accordo finale che dovrebbe arrivare dal Consiglio europeo del 23, è concentrato sulla trattativa e proseguono, intensi, i contatti diplomatici avviati dal governo, il dibattito interno alla maggioranza si infiamma al punto da spingere il Pd a dover chiarire che “il governo non rischia la crisi”.

Il tema è l’accordo raggiunto in sede di Eurogruppo che ha dato il via libera all’uso, tra gli altri strumenti (Bei, Bce e Sure), di fondi del Mes, a zero condizionalità e limitatamente alle spese sanitarie. All’indomani dell’intesa, Conte ha chiarito che la linea del governo è di non ricorrere ai fondi del Mes “ne’ oggi ne’ mai”, mentre il Pd ieri è uscito allo scoperto, con i suoi capigruppo e il segretario Nicola Zingaretti, che si sono detti d’accordo all’ipotesi di “sfruttare i soldi sulla sanità” messi a disposizioni dal Mes “ma senza condizionalità”. Anche Italia Viva di Matteo Renzi, mentre un’altra parte di Leu (Stefano Fassina) e soprattutto il primo partito della maggioranza per numeri in Parlamento, il Movimento 5 stelle, sono fermamente contrari. Divisa anche l’opposizione con Lega e Fratelli d’Italia contrari, mentre Forza Italia è favorevole all’accesso ai fondi.

Rispetto al Mes, scandisce il capo politico del M5s Vito Crimi, in un’intervista al ‘Fatto quotidiano’, “la posizione di Renzi non mi stupisce, lui non mi stupisce mai; invece mi stupiscono le parole del Pd, perché mettono in discussione la linea del governo e del presidente del Consiglio Conte, che ha espresso la necessità di altri strumenti contro la crisi”. Ciò rischia di danneggiare anche la trattativa in Europa, sostiene Crimi, per “l’atteggiamento sbagliato del Pd, che sta smentendo il premier”. “Serve che il Pd chiarisca al Paese perche’ ha cambiato posizione”.

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© Foto: Pierpaolo Scavuzzo / AGF 
 Vito Crimi 

Ancora piu’ duro il sottosegretario M5s agli Esteri, Manlio Di Stefano: “Stamattina ho sentito il capogruppo del Pd alla Camera Delrio dire ‘il Mes è una disponibilità, secondo me è un successo averlo ottenuto senza condizionabilità, ammesso che sia cosi”. In pratica, Delrio ha ammesso candidamente di non sapere nulla sul tema della condizionalità ma comunque, alla cieca, si è lanciato contro la linea sul Mes del governo e del presidente Conte”, accusa Di Stefano. 

Mentre i due capigruppo M5s, Davide Crippa e Gianluca Perilli, ribadiscono che il Mes è uno “strumento inadeguato. “Se il Pd vuole il Mes deve tornare alleato di Berlusconi”, si spinge a ipotizzare la senatrice M5s Barbara Lezzi. Anche se il collega di partito e viceministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, dice di “non vedere alternative a una maggioranza senza M5s”.

Dal Pd replicano i due capigruppo, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, difendendo la posizione del partito e allo stesso tempo assicurando che non e’ in atto alcun tentativo di delegittimazione di Conte o del governo. “Non si mette in discussione nulla, abbiamo solo detto che se non ci sono condizioni capestro il nostro Paese deve utilizzare tutte le risorse, non capisco perché non utilizzare il fondo se c’è bisogno”, dice Delrio.

“Il Mes è una disponibilità, secondo me, un successo del nostro Paese” aver ottenuto la possibilità di utilizzare risorse per la sanità “senza condizionalità – prosegue Delrio -. Il governo dirà se ne avrà bisogno o meno, certo non potrà dire che non ne ha bisogno e poi non finanzierà alcune cose perché non ci sono le risorse, non buttiamo a mare la disponibilità di miliardi per la nostra sanità”. “Il governo non rischia sul Mes, è il governo che ha ottenuto questo miracolo, trasformando il Mes – garantisce Marcucci -. Legarsi alla terminologia senza andare a vedere che cosa è cambiato, vuol dire rifiutare l’oggettività dei risultati ottenuti da Conte, che è riuscito a fare una rivoluzione. Il Mes ora è a disposizione dei Paesi su interventi prioritari nel campo sanitario senza condizionamenti. E’ cassa disponibile e bisogna accedervi. E’ un capolavoro o no?”.

Sul tema, per una volta, anche Italia viva è d’accordo con il Pd. “Questa barzelletta del Mes deve finire”, afferma Matteo Renzi. “Il Mes senza condizionalità significa che ci danno 37 miliardi di euro, a condizioni migliori di un qualsiasi altro tipo di prestito”, che “vanno ai cittadini italiani. Quindi, quando vi fanno grillini e leghisti tutta la polemica sul Mes, vi stanno prendendo in giro. Il Mes è senza condiziionalità una cosa che aiuta l’Italia e l’Italia utilizzerà i 37 miliardi di euro del Mes”.

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© Maria Laura Antonelli / AGF 
Matteo Renzi, Giuseppe Conte

Su posizioni opposte sono i partiti di centrodestra. “Il Mes non va demonizzato: usiamolo senza condizioni”, chiede il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un intervento sul ‘Giornale’. L’ex premier si dice convinto che “sarebbe assurdo non utilizzare 36 miliardi per l’emergenza virus”. Berlusconi torna anche sul passato, chiarendo il ruolo del governo di centrodestra da lui guidato nel 2011 nel dare il via libera il Mes, mossa evocata da Conte contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Il Mes, firmato da noi, era diverso dal Mes che il governo Monti portò a ratifica in Parlamento nel 2012, ma soprattutto venne negoziato nel quadro di un accordo politico per noi assolutamente positivo perché comprendeva anche gli Eurobond”, tiene a rimarcare Berlusconi, e solo “successivamente la parte che riguardava i titoli di debito europei venne lasciata cadere, e rimase in piedi il solo Mes”.

“Non è una questione di tifoserie – replica Salvini, dal canto suo -, non siamo al derby Milan-Inter, non esiste un Mes senza condizioni, è un fondo istituito da un Trattato e Berlusconi o Prodi possono dire quello che vogliono ma i Trattati si leggono, quindi se uno chiede un euro o milioni di euro dovra’ restituirli, il problema non è il tasso” di interesse “ma le condizionalità per restituire quei soldi”. “L’accordo” raggiunto all’Eurogruppo, sostiene il leader leghista, “non puo’ andare sopra al Trattato, a Bruxelles possono pure parlare degli unicorni che volano, ma se gli unicorni non ci sono non ci sono: il Mes ha delle condizioni”.

La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è d’accordo con il leader leghista, anche se con posizione più dubitativa. “Spero di essere smentita, ma oggi sono convinta che la linea di credito senza condizionalità del Mes per le spese sanitarie rischi di essere un “cavallo di Troika”, dice. “Se non restituisci i soldi che chiedi in prestito come dicono loro e nei tempi che stabiliscono, e indipendentemente dalla difficoltà che hai, puoi ritrovarti lo stesso la Troika dentro casa. Se non stiamo attenti, è questo quello che può succedere”. Ieri, la Lega ha annunciato che proporrà una risoluzione parlamentare per dire ‘No al Mes, sì a Btp orgoglio italiano’, e se mai sarà votata, bisogna vedere se i 5 stelle si pronunceranno a favore, spaccando la maggioranza.

Intanto dalla conferenza dei capigruppo è emerso che si svolgerà martedì prossimo una nuova informativa di Conte, nell’Aula della Camera, in vista del consiglio europeo del 23. Essendo una informativa, non è previsto alcun voto dopo l’intervento del premier, come invece avevano chiesto FdI e Lega. “Con la scusa che le decisioni del consiglio europeo non sono formali e per questo non vincolate dalla Costituzione a passare prima per il Parlamento italiano, il presidente del Consiglio non verrà per le consuete comunicazioni, che come si sa prevedono un voto dell’Assemblea – lamenta il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida -. In realtà la maggioranza è terrorizzata dal ricevere, e quindi a suo giudizio subire, un indirizzo del popolo attraverso il Parlamento, che un documento approvato in Aula avrebbe prodotto. Scappano dal dibattito e da impegni chiari su Mes”.

Ancora più duro il capogruppo leghista, Riccardo Molinari: “Dal governo Conte un vero bavaglio al Parlamento, e quindi a tutti gli italiani. Mentre in tutta Europa la discussione e’ aperta, in Italia maggioranza e governo impediscono discussione e votazione, sostenuta oggi in capigruppo solo dalla Lega e da FdI, di un documento di i


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