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Il virus che ha ridotto la politica italiana in una farsa forse irrisolvibile

Politica

di Raffaele Vairo

Tutti contro il Governo. Apparentemente possiamo parlare di un disegno ideato da forze di varia origine e, soprattutto, di diversa ideologia. Sembra che l’obiettivo sia di mandare a casa l’avvocato del popolo, il prof. Avv. Giuseppe Conte, che ha il difetto di non essere uomo di partito. Pescato in ambiente universitario, è stato Presidente del Consiglio sia del Governo giallo verde sia di quello giallo rosso. E ciò non depone certamente in suo favore. Ma è lui veramente ed esclusivamente l’origine della confusione che è venuta a determinarsi in piena era virus? Io credo di no.

Il fatto è che Conte, ironicamente indicato dalle opposizioni come il sig. Giuseppi, si trova a dirigere un Governo formato da una maggioranza eterogenea composta e diretta da politici che hanno poche idee ma confuse. Cioè, per dirla tutta, gli attuali dirigenti delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, sono dotati, sotto il profilo politico, di capacità molto ma molto mediocri. I quali, però, si autodefiniscono politici di prima grandezza senza averne i meriti. Non grandi meriti. Ma quelli appena sufficienti per governare un Paese pieno di problemi non solo economici.

In sede europea Conte ha dovuto far fronte alle bizze non solo dell’opposizione, chiaramente antieuropeista, ma anche al disordine degli alleati di Governo che sulla questione degli eurobond e del MES si sono presentati in ordine sparso. I Cinque Stelle hanno rivelato la loro anima sovranista in concorrenza con i salviniani dando un’immagine di sé e del Governo che non giova certamente nel dibattito europeo, nel quale l’Italia ha interesse a far prevalere una certa visione rispetto alla grave crisi economica che attanaglia tutti i Paesi europei ma in special modo il nostro. Venerdi 17 il PD e i Cinque Stelle, a Strasburgo, hanno votato ciascuno a modo proprio sull’uso del MES. Per i Pentastellati il Meccanismo europeo di sviluppo è ormai un feticcio insuperabile, senza indicare una ragione concreta circa la sua utilità o dannosità per l’Italia. Le motivazioni che, qualche settimana fa, potevano essere giustificate, ora che le condizionalità erano state rimosse a condizione che l’utilizzo del prestito venisse indirizzato verso il risanamento e il potenziamento dei sistemi sanitari dei Paesi europei, non avevano più alcun senso. Ma il disordine degli atteggiamenti dei Pentastellati si è rivelato in tutto il suo peso negativo anche sull’introduzione dei Recovery Fund destinati alla ripresa economica di tutti i Paesi europei: in questo caso i 5 Stelle si sono presentati in ordine sparso, dividendosi fra di loro, alcuni esprimendo voto contrario alla loro introduzione, altri astenendosi. I Leghisti, guidati dal sapientone della finanza pubblica, il prof. Rinaldi, motivavano il loro voto contrario spiegando che con gli eurobond ci sarebbe stata un’ulteriore cessione di sovranità che ci avrebbe reso ancora più deboli rispetto agli altri Paesi.

La verità vera è che l’approvazione degli eurobond e l’accettazione del MES avrebbe tolto argomenti antieuropeisti sia a Salvini sia a una parte dei Pentastellati.

Una maggioranza di tal fatta non potrà reggere a lungo se i Pentastellati e lo stesso Conte non cambiano indirizzo, gli uni rinunciando alle loro pretese sovraniste l’altro imponendo la sua autorità di Presidente del Consigli che si riprende la responsabilità di dirigente della politica nazionale anche se tanto dovesse portare alla crisi di Governo e alle elezioni anticipate. O se dovesse dar luogo alla nascita di un Governo tecnico con il compito di affrontare i problemi economici e cercare di risolverli. Ma nel frattempo i danni potrebbero diventare irreversibili. Nel frattempo gli oppositori, sia quelli che stanno in maggioranza sia quelli della opposizione, sperano di guadagnarsi tanti ma tanti like.


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