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L’economia sospesa. Come ripartire e come gestire i debiti di famiglie e imprese

Economia e Finanza

La crisi ha prodotto la chiusura di attività lasciando a casa circa 20 milioni di lavoratori.

Crisi e sovraindebitamento. Rimedi e soluzioni

A causa della crisi economica, generata dalla crisi sanitaria, molte famiglie e tantissime imprese non riusciranno a sostenere gli impegni contratti e rischiano di diventare insolventi nei confronti di banche, finanziarie e fisco.

La cassa integrazione in deroga consente ai lavoratori rimasti a casa di avere un supporto per il mantenimento della propria famiglia; ma sarà sufficiente a reggere la crisi economica alle porte?

Si stima che molte imprese, per lo più piccole e medie, già strutturalmente fragili e provate dalla crisi del 2008, da cui non eravamo ancora usciti, non riusciranno a superare l’impatto delle misure di contenimento disposte dal governo. Nei settori, definiti a maggior rischio, dalla filiera turistica alle caffetterie e bar, dalla ristorazione alle botteghe, anche con la riapertura, difficilmente potranno recuperare la perdita economica registrata, con il contestuale incremento di debiti per utenze, canoni di locazione, fornitori etc.

Il futuro per molte attività, oltre ad essere incerto, prevede una rivoluzione da attuare per evitare e prevenire i contagi; molte attività, ad esempio ristoranti, bar, lidi balneari etc, dovranno necessariamente ridurre il numero di coperti, quindi di tavoli, sdraio etc. Ciò comporterà inevitabilmente una attenta valutazione del proprio conto economico per verificare la capacità, non solo di produrre utili, ma anche di poter garantire la copertura dei costi fissi, degli stipendi etc.

Purtroppo le previsioni non sono rosee e non si prevede una ripresa rapida ma probabilmente occorreranno molti mesi per debellare il virus; il tempo diventa cruciale per la sopravvivenza delle imprese.

Giocoforza, ci saranno licenziamenti di massa e riduzione dell’orario di lavoro per cui sia gli imprenditori che i dipendenti registreranno minore liquidità in entrata e sarà molto più difficile accedere al credito.

Gli impegni nuovi dovranno tener conto delle mutate certezze legate alla globalizzazione, che comporta interconnessioni spinte con il rischio insito anche della diffusione di ulteriori contagi.

Al di là delle misure di sostegno, pur sacrosante, nel prossimo futuro ci troveremo a vivere in un mondo modificato a cui dovremo uniformare le nostre abitudini e dovremo recuperare lo shock che abbiamo subito per la presa di coscienza della nostra vulnerabilità, non esclusa quella di potenze economiche.

Al risveglio il nostro Paese sarà ancora più indebitato ed il gap deficit/pil avrà subito un incremento di circa 20 punti percentuali.

Lo Stato sarà costretto a compensare non solo la spesa per interessi dell’indebitamento complessivo ma anche le minori entrate tributarie a causa della cessazione di molte imprese e soggetti imponibili. Giocoforza dovranno essere escogitate nuove tasse in grado di riequilibrare i conti per garantire il pagamento di pensioni, il welfare, i servizi pubblici etc.

Premesso quanto fin qui detto e, a causa della debolezza della maggioranza governativa e parlamentare, sarà difficile l’adozione di leggi innovative nel breve termine per cui è necessario fare uso della complessa normativa attuale per offrire una seconda chance ed una opportunità a tutti quei soggetti giuridici ed alle famiglie che registreranno un peggioramento della propria condizione economica.

La platea è molto ampia ed abbraccia tutto il ceto medio, che probabilmente sparirà. Quindi centinaia di migliaia di piccole e medie imprese (circa 170.000) e un numero molto più ampio di imprese minori e di soggetti non assoggettabili al fallimento

Un ruolo cruciale sarà svolto dalle procedure di sovraindebitamento a cui potranno accedere le famiglie e le imprese non fallibili che, incolpevolmente, non riescano ad adempiere alle proprie obbligazioni a causa della sproporzione tra entrate ed uscite.

Il ricorso alla normativa sul sovraindebitamento potrà consentire ai debitori incolpevoli di pagare ai creditori ciò che sia ritenuto possibile pagare procedendo alla cancellazione di tutti i debiti non più sostenibili. In questi ultimi sono ricompresi debiti verso chiunque, banche, finanziarie, condominio, fisco, etc.

La norma consente, quindi, a chi ha subito uno shock economico, di essere reimmesso nel circuito economico produttivo; non solo perché la normativa europea e quella nazionale offrono una seconda chance ma anche perché la offrono ai creditori ed allo Stato stesso; il default di un soggetto produttivo di redditi genera un arresto delle entrate fiscali, necessarie per il funzionamento del nostro Paese e per continuare a garantire le nostre libertà personali e l’iniziativa economica.

Avv. Luigi Benigno

avvluigibenigno@gmail.com


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