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Politica

I mesi che ci separano da fine anno saranno “difficili”. Soprattutto sotto il profilo sanitario. Con questa Pandemia è meglio essere concreti e accantonare, per la carità, ogni velleità politica. Del resto, di questo Covid-19 non conosciamo ancora molto e le difese restano “passive”.Pere ora, ci sembra impossibile vedere oltre le “nebbie” di tempo anomalo e non solo dal punto di vista infettivo logico. Intanto, di Covid-19 si continua a essere contagiati e a morire. Anche se la curva del contagio sembra decrescere, ogni certezza resta lontana. Questa realtà non può essere sfuggita a nessuno. Senza tante polemiche se, e quando, varare la “fase 2” nazionale. Le decisioni, e correlate responsabilità, dovrebbero spettare ai Governatori regionali. Il Potere Legislativo centrale dovrebbe solo essere di supporto. Sempre se sia richiesto.

Per un vaccino ci vorrà almeno un anno e per le cure specifiche tempi, comunque, ancora lunghi. Nel caso la tendenza non dovesse cambiare, il futuro della Penisola potrebbe essere ancora più compromesso. Su questa tesi concordano tutti. Entro l’autunno, senza troppi vaticini, si dovrebbe conoscere il meccanismo di trasmissione virale. Se non ci saranno “mutamenti”, il 2021 potrebbe essere l’anno della rifondazione di un’Europa e di un Mondo diverso da quello che ci ha accompagnato dal 1946 al 2019. Sconfitto il “Coronavirus”, si tornerà a fare politica. Ma con premesse a favore del Popolo.

 Senza più “compromessi” e con un programma chiaro per tutti. L’Italia può, e deve, risollevarsi. I presupposti per un Paese diverso ci sono. Manca, però, una coesa presa di posizione politica che sia capace di “puntellare” all’imminente collasso economico.

 Quando è necessario cambiare, gli indugi non contano più. Per evitare il peggio, gli italiani dovranno farsi una ragione dei cambiamenti. La “crisi”, che non è mai da un’unica parte, dovrebbe essere un insegnamento per lo sviluppo della Nazione. Smentirlo sarebbe da incoscienti.

I mesi che ci separano da fine anno saranno “difficili”. Soprattutto sotto il profilo sanitario. Con questa Pandemia è meglio essere concreti e accantonare, per la carità, ogni velleità politica. Del resto, di questo Covid-19 non conosciamo ancora molto e le difese restano “passive”.Pere ora, ci sembra impossibile vedere oltre le “nebbie” di tempo anomalo e non solo dal punto di vista infettivo logico. Intanto, di Covid-19 si continua a essere contagiati e a morire. Anche se la curva del contagio sembra decrescere, ogni certezza resta lontana. Questa realtà non può essere sfuggita a nessuno. Senza tante polemiche se, e quando, varare la “fase 2” nazionale. Le decisioni, e correlate responsabilità, dovrebbero spettare ai Governatori regionali. Il Potere Legislativo centrale dovrebbe solo essere di supporto. Sempre se sia richiesto.

Per un vaccino ci vorrà almeno un anno e per le cure specifiche tempi, comunque, ancora lunghi. Nel caso la tendenza non dovesse cambiare, il futuro della Penisola potrebbe essere ancora più compromesso. Su questa tesi concordano tutti. Entro l’autunno, senza troppi vaticini, si dovrebbe conoscere il meccanismo di trasmissione virale. Se non ci saranno “mutamenti”, il 2021 potrebbe essere l’anno della rifondazione di un’Europa e di un Mondo diverso da quello che ci ha accompagnato dal 1946 al 2019. Sconfitto il “Coronavirus”, si tornerà a fare politica. Ma con premesse a favore del Popolo.

Senza più “compromessi” e con un programma chiaro per tutti. L’Italia può, e deve, risollevarsi. I presupposti per un Paese diverso ci sono. Manca, però, una coesa presa di posizione politica che sia capace di “puntellare” all’imminente collasso economico.

 Quando è necessario cambiare, gli indugi non contano più. Per evitare il peggio, gli italiani dovranno farsi una ragione dei cambiamenti. La “crisi”, che non è mai da un’unica parte, dovrebbe essere un insegnamento per lo sviluppo della Nazione. Smentirlo sarebbe da incoscienti.

Giorgio Brignola


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