fbpx

Non giornata mondiale del libro bensì del Buon libro. Il libro è come il vino…

Arte, Cultura & Società

 
Pierfranco Bruni 

Nella Giornata Mondiale del Libro non si rende omaggio soltanto al libro in sé come strumento di lettura. Bisognerebbe rendere omaggio e ascolto alla Parola, alla Scrittura, ai Linguaggi, alle Semantiche. 

Il libro non è solo un oggetto. È un’anima che va ad abitare chissà dove. Una follia come Cervantes che si libera in sogno? Una tragedia come in Shakespeare che si innerva nella recita? Un divino come si traduce nella teologia biblica? Un mito che si erge in archetipo come in Omero? 

Ma dai… Del libro non sappiamo cosa farcene se manca il senso della vita. Cosa ne facciamo del De bello Gallico… se non ci addentriamo nella capacità di capire Cesare? Mi si dirà che a Cesare si arriva attraverso la storia e alla storia grazie al libro. Ma dai… Il libro non è la vita. Allora il compito di Socrate quale è stato? 

Oggi nel tempio dei social il libro è evanescente? Forse sì. Perché se non educhiamo alla Tradizione il libro realmente non ha senso. Ma  dai… Parliamo in termini generali e generalisti di libro e di libri. Non è così. Almeno non dovrebbe essere.  La giornata mondiale del libro non è una circostanza per elogiare il libro. È circostanziata. Dovrebbe essere la Giornata Mondiale del buon Libro. Ma dai… faccio sempre polemica? 

Ma sì… Il libro non è impacchettare pagine e mandarle alla stampa e quando restano copie vanno al macero. Dai? Ma sì. Ormai tutti scrivono almeno un libro. Siamo seri almeno in un tempo drammatico. 

Mi fermo. Allora. Rifletto. Così. Educare ad abitare il libro è una metodologia che permette di penetrare il senso della lettura.  Il libro, soprattutto in stagioni nelle quali i granai della mente sono sconvolti, direbbe Marguerite Yourcenar, diventa un viaggio tra memoria, presente e profezia. Per profezia si vuole intendere il passaggio tra il contemporaneo e il futuro. 

Il libro non è soltanto la cerniera tra il pensiero e la parola. Non è uno strumento di comunicazione soltanto. Non è il giorno della chimera. È l’anima dei popoli che racchiude l’orizzonte delle civiltà. Bisogna educare ad avere un rapporto sensuale con il libro. Ovvero un legame di piacere. Il piacere di leggere è anche il piacere di tenere nelle mani uno strumento che custodisce la storia del tutto o il tutto delle storie. Sia esse letterarie che scientifiche. Sia esse umanistiche che tecniche. Sia esse immanentiste che fabolistiche. 

Il libro è sempre un mistero fino a quando non si rivela completamente. Ma si rivelerà realmente alla fine? Bisogna saperlo accogliere con il coraggio e il sorriso, con l’insostituibile fantasia e con l’indefinibile verità.  Libro è lettura? A volte sì a volte forse.  Ma il libro è sempre un indicatore di identità. Ovvero di memoria. In questo nostro tempo impossibile bisogna sempre più creare un legame tra il libro cartaceo e il libro cosiddetto in ebook. 

Certo. Conosco molto bene la sostanza. Bisogna saper guardare ai giorni delle emergenze. Un tradizionalista come me ha dovuto confrontarsi fortemente con il mondo degli ebook. È fantastico. Pur restando legato al libro carta, profumo inchiostro, strumento, mi affascina il libro soltanto parola lettura linguaggio.  

Proprio in queste settimane ho pubblicato ben 3/4 testi in ebook. L’esperienza è importante. Il libro resta sempre tale quando la parola diventa voce di un viaggio. In questa Giornata Mondiale del libro la Parola è sostanza di un viaggiare. Tra la pagina cartacea e la pagina immagine. Il fascino del mistero è qui. E la sostanza cosa è? 

Andiamo al libro considerando il buon libro. Chi lo decide se è un buon libro o meno? I lettori? Quali? Il libro pur essendo uno strumento di comunicazione è un bene tanto privato che dovrebbe avere virtude e conoscenza. 

Intanto abbiamo fatto così tanto chiasso su questa giornata da non poterne più. Siamo tutti rinchiusi nelle nostre case ed è bene fare qualcosa. Io però resto del parere che non basta parlare della Giornata Mondiale del Libro. Troppo effimere e troppo relativo. Ma dai… Ma sì… Dobbiamo parlare invece della Giornata Mondiale del buon Libro. 

Il libro è come il vino. Meglio dirsi astemio davanti ad un vino acquoso o acetoso addirittura.  

Vi pare? Ma sì!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE