fbpx

Tracollo del turismo in Sicilia, “Serve serenità e sostegno economico” – Intervista ad Agrigento

Ambiente & Territorio

Marco Castelli

In Sicilia l’industria del turismo rappresenta da tempo un’attività in forte crescita grazie alle meraviglie naturali e a siti archeologici come la Valle dei Templi di Agrigento, la Villa del Casale di Piazza Armerina, Selinunte, Segesta e molti altri. Al classico turismo balneare si affianca quindi, sempre più, quello culturale: arrivi e presenze sono stati sinora in costante crescita con una importante componente di turisti stranieri.

La crisi internazionale dovuta all’epidemia di Covid-19 sta causando danni molto seri al turismo ed oggi, alla vigilia della cosiddetta Fase 2, ci si chiede come tornare al lavoro e rilanciare un comparto che dà lavoro a migliaia di famiglie siciliane.

Il presidente della Regione Musumeci ha chiesto a Conte una parziale riapertura nel pieno rispetto delle regole. I contagi riscontrati nell’isola, tutto sommato bassi, consentirebbero quantomeno al turismo autoctono di ripartire a breve e gli hotel, ristoranti e stabilimenti balneari potrebbero godere di una boccata d’ossigeno.

Ad Agrigento, terra del Commissario Montalbano narrata da Andrea Camilleri, oggi l’economia è al collasso. Se il turismo, da alcuni anni, fornisce un certo respiro ai ristoratori, agli albergatori e ai proprietari di b&b e di case per vacanza della città, con l’attuale chiusura generalizzata i costi di gestione e le tasse rischiano di uccidere anche le attività storiche. Il sindaco di Agrigento, dott. Calogero Firetto, ha dichiarato su Facebook che lì la situazione non è paragonabile a quella della Lombardia e che si potrebbe considerare una “partenza differenziata per territori delle attività produttive e un graduale allentamento delle attuali restrizioni”; le regole “dovrebbero essere tali da consentire un allentamento graduale e cauto delle misure restrittive”, nel pieno rispetto delle regole e con la massima precauzione. La gestione efficace dell’emergenza, insomma, dipenderebbe da ogni cittadino.

Cosa ne pensano gli operatori del settore? Abbiamo intervistato Alessandro Vermi, gestore di uno dei più noti ristoranti della Città della Valle dei Templi.

Alessandro, quanto è importante il turismo nel vostro lavoro?

Da noi il turismo incide per il 70%, in particolare quello italiano perché la cultura del cibo nostrana ci fornisce le maggiori soddisfazioni. 

Come vi siete sentiti quando è stata annunciata la chiusura di tutti i ristoranti?

Noi abbiamo deciso di chiudere già qualche giorno prima del Dpcm, la gente era già spaventata per via della situazione che si stava creando e usciva di casa molto meno rispetto a prima. Pensavamo di dovere stare chiusi per le due settimane inizialmente annunciate dal Governo, non immaginavamo che ancora oggi ci saremmo ritrovati così. 

Cosa ne pensi delle misure prese dal Governo?

Secondo me il Governo ha fatto quello che ha potuto, nessuno si aspettava una situazione simile. Il punto, oggi, è che la gente è terrorizzata e non vuole uscire di casa. Forse si dovrebbe evitare di diffondere notizie allarmistiche, attenendosi a quelle reali, e soprattutto di fornire un reddito di sussistenza alle famiglie rimaste senza lavoro. Solo così, creando serenità e sostenendo il reddito, si creerebbe fiducia e si potrebbe tornare tutti alla normalità.

Cosa pensi del prestito per le imprese garantito dallo Stato?

Il prestito potrebbe servire a breve termine per pagare le bollette e i debiti con i fornitori. La questione fondamentale è che i cittadini devono ritrovare la serenità sia dal punto di vista sanitario che da quello economico. L’aiuto dello Stato per privati e aziende dovrebbe essere a fondo perduto, quantomeno al 50%. Nel commercio quello che si perde in un determinato periodo non si recupera, quando si riapre si ricomincia.

In questo periodo avete pensato al delivery?

La nostra attività è grande e complessa, i costi supererebbero gli introiti. Potrebbero occuparsi di delivery le attività a gestione personale, site in una grande città con forte richiesta.

La riapertura dei ristoranti è prevista per il primo giugno, prevedi una riduzione degli incassi o di aumentare i prezzi?

Porremo attenzione ai costi, forse anche riducendo l’assortimento nel menu ma non la qualità dei prodotti che acquistiamo. Non prevediamo di aumentare i prezzi a meno che non lo faranno i nostri fornitori, in questo caso saremo costretti ad adeguarci. Ma penso che non succederà perché al momento la maggior parte del pesce rimane invenduto, visto che i migliori acquirenti dei mercati ittici sono i ristoranti e quindi l’invenduto, adesso, è enorme.

Cosa ne pensi dei divisori in plexiglass che qualcuno ha già pensato di installare nei locali pubblici?

Non abbiamo alcuna intenzione di installare i divisori, non tanto perché ormai sono introvabili ma perché, secondo me, difficilmente i clienti accetteranno di andare al ristorante in quelle condizioni. Abbiamo programmato di distanziare i tavoli, grazie all’ampio spazio di cui dispone il nostro locale non sarà un problema. Comunque non vedo come mai andando al supermercato, salendo sul bus, treno o aereo è sufficiente indossare le mascherine e mantenersi a un metro di distanza e al ristorante (specialmente se all’aperto, magari cenando con i familiari conviventi), invece, ci si dovrebbe sedere tra i pannelli di plastica. Occorre poi considerare che, per via dell’innata socievolezza tipica delle nostre parti, nessuno sarebbe contento di andare al ristorante in quelle condizioni.

Sulla ripartenza, cosa vorresti dire al Governo regionale e nazionale?

La cosa più importante, secondo me, è finanziare la ripartenza e creare fiducia. Occorre un forte sostegno economico anche a fondo perduto sia per i cittadini che per le aziende. La serenità psicologica unita ad un’adeguata disponibilità economica può consentirci di uscire da questo brutto periodo.

Marco Castelli


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE