fbpx

Un primo maggio da consegnare alla storia

Cronaca

Luca Antonio Esposito

1 Maggio: un giorno di festa, un giorno per celebrare e ricordare. E’ un momento per fermarsi e riflettere sui diritti che a caro prezzo sono stati conquistati nel corso della storia. Una festa non solo italiana, circa 80 paesi nel mondo ricordano le lotte e i diritti conquistati, monito che tutto quello che oggi diamo per scontato una volta non era così. Oggi più che mai la riflessione deve primeggiare e costatare che il più grande assente a questa festa è proprio lui: il lavoro.

IL LAVORO ALLA BASE DELLA COSTITUZIONE

L’importanza del lavoro in Italia è consacrata dalla Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Oggi però il fondamento della nostra Repubblica traballa. Niente cortei, niente concerti. La trentesima edizione del concerto organizzato da CGIL, CISL e UIL non avrà luogo a Roma, ma farà sentire la sua voce su Rai tre. Riscoprire il valore del lavoro per ripartire in sicurezza. La parola “chiave” è ripartire ma la sua lettura passa attraverso l’obbligo di garantire sicurezza e tutela. Non è permesso sbagliare. Non a caso le tre sigle sindacali gridano a gran voce un nuovo motto: “Il lavoro in Sicurezza: per Costruire il Futuro”. Tutto il panorama, politico e non, si unisce al grido e promuove una ripartenza pronta e sicura, con la consapevolezza che non sarà facile lasciarsi tutto alle spalle senza un profondo e unito impegno.

LA VOCE DI CONTE E MATTARELLA SUL PRIMO MAGGIO

Il messaggio di questa mattina del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, esprime la sua vicinanza e avverte il peso del sacrificio che in questi mesi si sta affrontando. Un’emergenza sanitaria senza precedenti che sta mettendo a dura prova tutto l’apparato politico e tecnico. Il presidente ricorda come in circa 50 giorni sono stati messi in atto provvedimenti che normalmente si sono realizzati in 2 o 3 anni di legislatura. Ricorda che il cammino è ancora lungo e si scusa per i ritardi soprattutto dal punto di vista delle erogazioni; rileva però come l’impegno sia costante e “i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo.”.

A queste si unisce il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il suo invito è a una collaborazione propositiva. Invita il governo a illustrare una strada chiara e decisa: un cammino da seguire. La leale collaborazione tra l’istituzione e la combinazione della binomia sicurezza e lavoro devono guidare la ripresa. L’obiettivo è non vanificare i sacrifici fatti e approfittare dell’abbassamento della curva dei contagi. Oggi il presidente della Repubblica ci invita a unirci per ripartire ancora più forti e consapevoli. Oggi si pensa più che mai al domani, al prossimo futuro senza però “ non riconoscere gli importanti traguardi di giustizia sociale conseguiti attraverso le battaglie dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, efficaci strumenti di progresso ed eguaglianza”. Un invito a pensare al domani per ripartire con la consapevolezza del passato.

PRONTI A RIPARTIRE

Da lunedì circa 4 milioni di lavoratori riscendono in campo. Le prospettive e il contesto non sono i più incoraggianti, si parte con una riduzione del PIL del 4,7% un dato così negativo non si registrava dal 1995. Lo stimolo a ripartire ancora più forti di prima deve primeggiare, riconoscere i progressi e i cambiamenti che il virus a portata dall’Università a un nuovo modo di concepire il lavoro (Smart Working). Una nuova consapevolezza dell’importanza dello stesso quale motore e fulcro non solo della futura ripartenza ma della costante crescita economia. Sicurezza, lavoro, tutela e progresso dovranno accompagnare i prossimi mesi della nostra penisola.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE